I cassamortari, la black comedy di Claudio Amendola è su Prime Video

(di Giulia Anzani Ciliberti) “Tutti devono morì, ma solo in pochi ce guadagnano” è il grottesco leitmotiv de I cassamortari, la commedia noir di Claudio Amendola disponibile su Prime Video, con la colonna sonora (e la partecipazione straordinaria) di Piero Pelù.

«Ci sono persone che non si innamorano mai, ma non ci sono persone che non muoiono»: l’inelutttabilità della morte e la dissacrazione di un tema tanto importante sono lo spunto dal quale è partito Amendola per la realizzazione della sua terza prova cinematografica dietro la macchina da presa. In questa commedia all’italiana dal retrogusto black, viene affrontato apertamente il tema della morte con estremo cinismo, moltissima ironia e una buona dose di coraggio. Ma non solo. «Sviluppando questa idea, ho trovato anche l’occasione per affrontare altri temi che mi appassionano», ha dichiarato il regista, «come la mercificazione della morte, il cinismo e l’ipocrisia del mondo dello show business».

I cassamortari è una coproduzione italo-spagnola Paco Cinematografica – Neo Art Producciones, realizzata con il sostegno della Regione Lazio. Il soggetto della commedia è dello stesso Amendola e di Francesca Neri, le musiche di Piero Pelù con all’interno l’inedito brano Sete di vita.

Edoardo Leo veste i panni di Giuseppe, avido capofamiglia dei Pasti, proprietari da generazioni di un’agenzia di pompe funebri interna al Raccordo Anulare. Dopo la sua dipartita, prendono le redini dell’agenzia i suoi figli: Giovanni (Massimo Ghini), Maria (Lucia Ocone), Marco (Gian Marco Tognazzi) e Matteo (Alessandro Sperduti). I quattro personaggi sono caratterizzati da alcuni elementi determinanti: l’avarizia patologica di Giovanni, che lo spinge a fare qualunque cosa pur di racimolare soldi; Maria ha un’intera lista di vedovi con cui è stata a letto, cosa che sembra essere la sua unica preoccupazione; Marco è il truccatore di cadaveri ed è solo con loro che parla, avendo preso la strada del mutismo selettivo fin da giovane; infine il più piccolo, Matteo, si dedica alla gestione dei social in modo decisamente anticonvenzionale e vagamente di cattivo gusto. Sullo sfondo si muove una figura di spicco, Anna (Giuliana Lojodice), la mater familia, donna austera che esorcizza la morte – con cui da sempre ha a che fare – con un tenero cinismo, efficace e per niente pesante.

In un momento di crisi economica per i Pasti, un evento potrebbe far svoltare la loro carriera imprenditoriale: la tragica (ma ironica) dipartita di Gabriele Arcangelo (Piero Pelù), morto di overdose proprio mentre si impegnava pubblicamente in una campagna antidroga. Maddalena Grandi (Sonia Bergamasco), manager e amante del cantante, assieme alla figlia di questo, Celeste (Alice Benvenuti), puntano a ottenere sempre più soldi dalla morte della rockstar, affidandosi proprio alla famiglia Pasti. Il clan dei “cassamortari”, a sua volta cerca di guadagnare dalla situazione quanto più possibile. Fra ripetute riesumazioni della salma, più di quanto il buongusto suggerisca, un fastoso funerale ed eventi al limite del trash, come il “selfie col morto”, arriva l’emblematico finale: una perfetta chiusura del cerchio.

L’intera pellicola è una sarcastica riflessione sull’attuale società dagli effimeri valori, in cui il turnover mediatico conta più della dignità dell’essere umano. Due grandi agenzie funebri romane, Taffo che per primo ha preso la via dell’ironia e della leggerezza nell’affrontare un tema difficile e toccante, ed Exequia, che ne ha saputo cogliere il valore, sono coinvolte in questo film in modo intelligente e divertente. Con un signor Taffo immortalato (è il caso di dirlo) da uno splendido cameo di Massimo Dapporto.