Laltro Battisti, la seconda vita di Lucio

di Renato Marengo

Luciano Ceri: cantautore, giornalista e conduttore radiofonico nonché autore del libro Pensieri e parole. Lucio Battisti. Una discografia commentata uscita nel 2008 per Coniglio editore, un amico con il quale io stesso ho pubblicato il mio Lucio Battisti – La vera storia dell’intervista esclusiva. Con Luciano ci accomuna quindi l’interesse per Lucio e l’amicizia con Francesco Coniglio. 

Il 29 marzo prossimo Luciano introdurrà Laltro Battisti: no non è un errore di ortografia, si tratta di una sorta di neologismo con cui Davide Mineo, ideatore e autore di questo che è uno spettacolo teatrale fra musica e parole, ha voluto indicare in un certo senso il nome proprio e cognome della seconda vita artistica del grande artista di Poggio Bustone. Ebbene Laltro Battisti è uno spettacolo in cui, fra parole e note, si ripercorre il periodo della collaborazione di Lucio con Pasquale Panella. Ho voluto quindi porre alcune semplici domande a Ceri: una piccola guida che ci faccia da faro proprio in apertura di questa serie di preziosi incontri con il pubblico.

 

Luciano, da profondo conoscitore della discografia di Battisti, qual’è il brano che ritieni più sottovalutato nell’ampia discografia di Lucio?

Più che sottovalutato, poco conosciuto. Si tratta di Era, una canzone uscita come lato B di Luisa Rossi, in un 45 giri del 1967. È un piccolo gioiellino suonato da due chitarre acustiche e una spinetta, ed è chiaramente ispirato alle atmosfere musicali di Donovan, un artista che Battisti amava molto e di cui conosceva molto bene il repertorio.

 

Personalmente sono sempre stato attratto dagli artisti emergenti: secondo te che rapporto aveva Battisti con i più giovani?

Direi di grande disponibilità, soprattutto se si accorgeva che c’era qualcosa di convincente, artisticamente parlando. E in quel caso non esitava a dargli credito, anche affidandogli una delle sue canzoni, come successe con Adriano Pappalardo, di cui Battisti ammirò subito la voce forte, sgranata, con una bella vena rhythm & blues, alla quale regalò ben due canzoni, È ancora giorno e Segui lui. E ancora per la voce di Sara, una cantante che pochi conoscono, di cui ancora una volta colse la vena soul, e alla quale non esitò a proporre ben tre canzoni, Uomini, Io mamma e Perché dovrei, quest’ultima una delle più sottovalutate della sua produzione, una ballata soul di prim’ordine, degna di figurare nel suo repertorio. Del resto anche la Formula 3 fu una scommessa: una band di tre elementi, senza basso elettrico. E anche in quel caso Battisti regalò loro un singolo strepitoso, Questo folle sentimento.

Prescindendo dalla grande notorietà di Lucio, quale fu il punto di incontro artistico, secondo te, di due figure certamente molto diverse tra loro, ma entrambe di grande spessore quali Battisti e Panella?

Io credo che Battisti avesse colto nei testi di Panella una tendenza al gioco che evidentemente lo intrigava parecchio. Panella giocava a confondere le carte della comprensione del testo, usando assonanze, scarti di vocale, similitudini estreme, e Battisti da parte sua giocava a confondere le carte della tradizionale struttura della canzone – strofa e ritornello – usando linee melodiche plurime e improvvisi cambi di armonia, confondendo ancora di più le carte con l’uso quasi esclusivo di strumenti elettronici, con l’intento di spiazzare – e ci riuscì perfettamente – i suoi ammiratori, conquistati da canzoni immortali come Mi ritorni in mente o Pensieri e parole.

Un’ultima domanda “attuale” : Battisti fu certamente un innovatore con ben due vite artistiche: quella condivisa per anni con Mogol e quella, quasi alternativa, con Panella: quale è ancora oggi la sua influenza musicale e poetica?

Sui nuovi artisti (e anche su quelli meno nuovi) Battisti ha esercitato ed esercita un’influenza molto forte. Ogni tanto ascolto qualche nuova canzone alla radio e avverto subito un passaggio o anche solo un’idea di arrangiamento che rimandano al suo modo di scrivere musica. Del resto sono moltissimi gli artisti che, interrogati sulla loro educazione musicale alla canzone indicano in Battisti uno degli artisti di riferimento, a prescindere dal genere che loro stessi frequentano, che sia pop melodico, rap, rock, trap o canzone d’autore.