Auguri Claudio! Simonetti celebra i suoi 70 anni pronto a partire ancora una volta per un tour in tutto il mondo

(di Renato Marengo) Famosissimo compositore e musicista, Claudio Simonetti il 19 febbraio festeggia un importante traguardo, stimolato come al solito dalla sua grande ironia, dalla passione e dai tanti progetti realizzati e ancora da realizzare. Circondato dalle sue immancabili tastiere che hanno fatto la storia del Progressive Rock e di tante colonne sonore del cinema internazionale, continua instancabile a muoversi, pandemia permettendo, pronto a partire per un nuovo tour in giro per tutto il mondo.

Nella foto: Claudio Simonetti, il nostro direttore Renato Marengo, Franco Bixio e la promoter di Claudio, Lisa Bernardini

Quando Claudio Simonetti ha cominciato a farsi strada nel modo del rock era giovanissimo e io l’ho conosciuto intervistando per il Radiocorriere suo padre, Enrico Simonetti, grande compositore e brillante conduttore televisivo. Claudio era giovanissimo, suonava con diverse band rock di allora e quindi con quei Goblin con i quali ha avuto un fulminante e inatteso  successo mondiale, grazie alle musiche del film Profondo Rosso di Dario Argento.

«Inizialmente la colonna sonora del più celebre film italiano dell’orrore avrebbe dovuta scriverla Gaslini – ricorda Claudio – che, per  nostra fortuna , in quel periodo era impegnatissimo e fu Carlo Bixio, purtroppo  prematuramente scomparso, a darci “la grande occasione”, Carlo allora era alla guida della Cinevox, l’etichetta discografica creata da suo padre, il mitico compositore C.A. Bixio, che in quegli anni pubblicava le colonne sonore dei più grandi film italianii. Fu lui a “rischiare” nel proporre a un gruppo di giovani ancora sconosciuti, come eravamo noi Goblin, di realizzare l’intera colonna sonora di un film così importante».

Da allora tanti successi proprio con la Cinevox. Poi Claudio, anche dopo la prima formazione dei Goblin, ha continuato con la sua carriera di compositore di musica per il cinema davvero eccezionale a rimanere molto legato alla famiglia Bixio. Tanto è vero che con Franco Bixio, fratello di Carlo e oggi alla guida dell’azienda familiare, ha realizzato tante altre colonne sonore di film di successo.

Claudio Simonetti, il suo motto: “Libertà nella Musica, libertà nelle scelte”. Nato a San Paolo, in Brasile, il 19 febbraio 1952, all’età di 11 anni si trasferisce in Italia con la sua famiglia, per poi iscriversi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con il fine di studiare composizione e pianoforte. Compositore, arrangiatore, tastierista e produttore, è tra i musicisti italiani che hanno lasciato maggiormente il segno nell’immaginario collettivo, sia in patria che all’estero. Una lunghissima carriera come componente e come fondatore di band rock come Il ritratto di Dorian Gray e Oliver, che poi, dopo la colonna sonora di Profondo Rosso nel 1975, cambierà nome per diventare Goblin.

«Una volta l’età dei 70 anni mi sembrava molto, molto lontana. Quasi irraggiungibile. E invece, come direbbe Vasco… eccola qua!», dichiara Claudio alla vigilia di questo importante genetliaco. «Comunque non posso dire che il tempo sia volato, perché ho fatto veramente tante cose in tutti questi decenni di vita in musica. L’importante ritengo sia non vivere di ricordi, ma avere sempre una meta da raggiungere. Ed è quello che continuerò a fare».

Attualmente, la sua formazione sono i Claudio Simonetti’s Goblin e comprendono Cecilia Nappo al basso, Federico Maragoni alla batteria, Daniele Amador alla chitarra. Figlio di Enrico Simonetti, Claudio è conosciuto al grande pubblico soprattutto per aver composto molte colonne sonore di pellicole italiane e americane, tra cui gli indimenticabili successi per i film di Dario Argento. Ha scritto colonne sonore anche per George A. Romero, Ruggero Deodato, Sergio Martino, Lucio Fulci, Lamberto Bava, Castellano & Pipolo, Salvatore Samperi.

Il M° Simonetti e la sua straordinaria band eseguono nei concerti una scaletta composta da classici della discografia cinematografica horror, come Profondo Rosso, Suspiria, Phenomena, Tenebre (solo per citarne alcuni). Intense le atmosfere musicali che la band da sempre riesce a creare, merito anche in parte delle scene proiettate dei film durante i concerti. I Claudio Simonetti’s Goblin, dopo l’uscita nel 2018 di The Very Best Of – Volume 1, che conteneva le nuove versioni di brani storici quali Profondo Rosso, Suspiria, Phenomena, Dèmoni, Il Cartaio, Tenebre e Dawn of the dead, e dopo l’album di inediti The Devil Is Back del 2020, hanno proseguito con una raccolta di brani famosi uscita pochi mesi fa, dal titolo The Very Best Of – Volume 2. L’ultima fatica musicale, interamente suonata e arrangiata dai Claudio Simonetti’s Goblin, contiene brani storici quali Roller e Aquaman, tratti dall’album Roller dei Goblin; Opera, Non Ho Sonno, Death Farm, colonne sonore degli omonimi film di Dario Argento; Gamma, brano scritto dal padre Enrico Simonetti e sigla di grande successo dell’omonimo sceneggiato tv. E ancora: Cut And Run, sua colonna sonora del film Inferno in Diretta/Cut and Run, diretto da Ruggero Deodato; Hands of Steel, sua colonna sonora di Vendetta dal Futuro/Hands of Steel, diretto da Sergio Martino; Halloween, regia e musica di John Carpenter. Per concludere, Tubular Bells di Mike Oldfield.

«In questo 2022 si festeggiano altre ricorrenze importanti che mi riguardano, non solo i miei 70 anni. Ad esempio, anche i 45 anni di Suspiria (1977), i 40 anni di Tenebre (1982)…ma anche i 35 anni di Opera (1997), i 15 anni di La terza madre (2007) o i 10 anni di Dracula 3D (2012). Tutti successi che mi appartengono e di cui vado fiero. Continuerò a scrivere musica e a fare concerti, come ho sempre fatto, non badando all’età. Alla fine, è un mero dato anagrafico. A differenza della maggior parte dei lavori, fortunatamente quello nostro intendo quello degli artisti – non ha mai fine. Soprattutto se si cerca di conservare l’entusiasmo di una volta, anche in tempi molto difficili come questi che stiamo vivendo in seguito all’emergenza sanitaria mondiale, e che ci mettono continuamente a dura prova. A prescindere dall’età», conclude, con una sfumatura decisamente saggia, questo orgoglio musicale nostrano conosciuto in tutto il mondo.