Monica Bellucci: «Le rughe non mi spaventano, sono una forma di libertà»

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte… recita una popolare filastrocca, e La Befana vien di notte II (sequel, solo cronologico, de La Befana vien di notte del 2018 con Paola Cortellesi) è anche il titolo del film dedicato alle origini della famosa vecchina, nei cinema a partire dal 30 dicembre. Pellicola fantasy-pop diretta da Paola Randi, vede nel cast Monica Bellucci, icona di bellezza italica nel mondo.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, la bellissima attrice umbra non veste i panni dell’anziana porta doni, bensì quelli di Dolores, nobildonna in declino, esperta di pozioni magiche, specializzata nel togliere dalla strada gli orfanelli di turno. Come Paola, giovanissima ladruncola, e inconsapevole futura Befana, interpretata da Zoe Massenti, star di Tik Tok dalla parlata ”coatto-romanesca”, peraltro fieramente ostentata durante tutto il film. Dolores salva Monica dalle grinfie di un malvagio ministro interpretato da Fabio De Luigi e la introduce alle arti magiche. Insomma le due si alleano contro il cattivo di turno, tanto per stare al passo coi tempi in fatto di solidarietà al femminile. Ci spiega in che modo, la stessa Monica: «C’è una grande complicità fra Dolores e Paola, come tra una una madre e una figlia e nasce anche un rapporto di amicizia».

Ma è possibile essere amiche della propria figlia?

«Con le mie due figlie, Deva e Léonie (avute dall’ex consorte, l’attore francese Vincent Cassel, ndr) ci provo quotidianamente e ne approfitto per insegnare loro a essere amiche delle altre donne. Insieme le donne possono andare lontano e devono approfittare di un momento storico particolare come questo per farlo».

Cosa insegna Dolores a Paola?

«Una cosa semplice e basilare, essere libera per avere meno paura. Succede nel film come nella vita. Oggi si può, perché siamo donne più indipendenti».

A proposito di Befana, che ricordo ha di questo personaggio Monica Bellucci?

«A dire il vero piuttosto inquietante, quando ero bambina arrivò e rimasi sotto shock, si aprì la porta e apparve questa strega terribile con la calza, ancora ho il panico, ma grazie a questo film ho superato l’antica paura».

Dolores è una maga: Monica che rapporto ha con la magia?

«Penso che il cinema stesso sia una magia, che ci aiuta a sfuggire alle sofferenze del quotidiano. Noi attori abbiamo la fortuna di fare dei mini incantesimi per il pubblico, nel senso che a volte vedi un film ed esci dalla sala un po’ rincuorato. Il cinema, infine, ha la capacità di farci sognare e progredire».

La Befana vien di notte II l’ha costretta a fare i conti con un personaggio a tratti invecchiato.

«In realtà Dolores potrebbe avere qualsiasi età, dai trenta ai cento anni, non lo sappiamo. Di certo mostra le rughe con disinvoltura e questa è per una donna una straordinaria forma di libertà. Nel mio percorso di attrice non ho avuto tante occasioni di trasformarmi, di perdere o prendere dieci chili, con questo film per me è un po’ una prima volta e ne sono felice. In fondo è un’opportunità per mettersi in gioco e per vivere al meglio questo meraviglioso mestiere che è la recitazione».