007: i “segreti” delle musiche dei suoi film in un libro presentato a Matera

(di Walter De Stradis) Esiste uno “stile 007” da rispettare anche nelle musiche e nelle canzoni (sovente di artisti pop di grande prestigio internazionale) che accompagnano i film della spia più famosa del mondo, inventata negli anni 50 del Ventesimo secolo dallo scrittore britannico Ian Fleming. Lo ha ribadito a Matera, sabato 27 novembre scorso, il giornalista Michelangelo Iossa, nel corso dell’intervista rilasciataci in occasione della presentazione (coordinata dalla cronista Rossella Montemurro) del suo libro, 007 Operazione suono, edito da Rogiosi, e tenutasi presso gli spazi de “La Lopa”.

Ai lettori più scaltri non sfuggirà che la Capitale Europea della Cultura 2019 ha di recente ospitato l’anteprima italiana di No Time To Die, ultimo film della saga di James Bond, interpretato da Daniel Craig e girato in buona parte proprio nei Sassi due anni orsono.

Il libro, impreziosito dalla prefazione del leggendario Monty Norman, pluripremiato compositore britannico e creatore del “James Bond Theme”, racconta la storia delle celebri colonne sonore della spia che guida la Aston Martin, beve Martini (agitato, non mescolato), ama la bella vita e (soprattutto) le belle donne. Senza contare, come si diceva, tutte le “hit” bondiane: da Shirley Bassey a Billie Eilish, da Adele a Sir Paul McCartney, passando per Tina Turner, Sam Smith, i Duran Duran, Louis Armstrong o Tom Jones (oltre alle leggendarie soundtrack strumentali di George Martin, David Arnold, Eric Serra, Michael Kamen, Michel Legrand, Jerry Goldsmith, Thomas Newman, Burt Bacharach e, naturalmente, John Barry).

«Esiste in effetti un “Bond-sound” –ci spiega Iossa- che è stato sostanzialmente “inventato” da Monty Norman –oggi ultranovantenne, leggendario compositore di colonne sonore- ma che poi è stato “definito” da John Barry, scomparso qualche anno fa (che è quello che in realtà ha poi arrangiato e scritto più temi di 007). E’ chiaro che le colonne sonore più note sono quelle di film come “Goldfinger” o “Diamonds are forever”, ma poi con Paul McCartney e i suoi Wings nei primi Settanta c’è stata una piccola rivoluzione: è cambiato l’approccio alla canzone “bondiana”, con un’iniezione di pop-rock internazionale che si differenziava dalla proposta “tradizionale” di Shirley Bassey. Da lì in poi c’è stata tutta un’altra serie di film, e di musiche, che passano per George Martin, Michael Kamen, fino ad arrivare a Hans Zimmer che ha firmato le musiche del’ultimo “No Tie to Die”, girato in parte qui a Matera. E pensi che in questa colonna sonora c’è un brano che s’intitola proprio così, “Matera”, e credo sia uno dei rarissimi casi in cui accade una cosa del genere. D’altronde, le location dei film di 007 influenzano moltissimo le impronte delle musiche: pensiamo ai vari episodi ambientati in Giamaica (il brano “Jump Up”, presente nel primo lungometraggio della serie, “Dr. No”, entrò addirittura in classifica), ma anche alle musiche di George Martin per “Live and let Die” che fanno riferimento alla città di New Orleans, o a “Spectre”, in cui c’è in qualche modo il sound di Città del Messico con le sue percussioni, o ancora al John Barry di “Goldfinger” o di “Diamonds are Forever”, per i quali ha costruito colonne sonore molto “americane”».

Quella di 007, inoltre, è l’unica saga cinematografica in cui ogni film vanta una canzone “portante”.

«Oggi magari ci siamo abituati a questa peculiarità, ma se prendiamo altre celebri serie cinematografiche (“Star Wars”, “Harry Potter”, “Rocky” o “Rambo”), notiamo che non esistono canzoni che, di volta in volta, recano il titolo del film stesso. L’ultima canzone “bondiana” ad esempio, è proprio “No Time To Die”, composta e interpretata dalla cantante americana Billie Eilish, a cui è stato consegnato il Grammy Award per il miglior brano “da film”».

«Se pensiamo poi a brani come “A View to a Kill” (Duran Duran) o “Skyfall”(Adele) –conclude l’autore- ci accorgiamo che alcuni testi mostrano riferimenti alla trama del film o a un’atmosfera comunque di mistero e suspense. Tuttavia nella citata “No Time to Die” di Eilish ci sono addirittura degli “indizi” sul plot del film!».