REAMY: DIECI ANNI SENZA LA WINEHOUSE. UN FRINGUELLO DALL’ANIMA DOLCE.

(di Antonella Putignano) Moderna, antica, fuori dal coro, Amy Winehouse. Nell’immaginario collettivo l’immagine di questa cantautrice britannica resta indelebile, come una fotografia eterna dai contorni sempre a fuoco, nitidi, cristallini. Perché così è stata la sua  modalità di fare musica:  sentiva la canzone nell’anima, prima ancora di portarla nel suono.

E quello che cantava Amy Winehouse era vero, come la sua vita, come l’immagine che aveva di sé.  Il 23 luglio 2011, si è spenta, a soli 27 anni:  troppo presto, per chiunque. Sicuramente,  per il suo grande talento e per la sua esistenza.

Fin dagli esordi è sempre stato riduttivo collocarla in un genere musicale. Era jazz? Era pop? Era Soul? Era, semplicemente, lei. Nella qualità dei suoni, nella musicalità e nella scrittura era facile riconoscere le influenze, ma nel suo timbro, nella presenza scenica, nei colori dei testi c’era lei: il suo vissuto, con i dolori, le trasgressioni, le fragilità, ma, anche, con le tenerezze della giovinezza.

Nel 2003, il grande pubblico la conosce con l’album Frank, pubblicato dall’etichetta Island Records: la critica la promuove a pieni voti ed il pubblico inizia ad interessarsi a lei. Il lavoro contiene già qualche brano di successo, come Stronger than me. Ma è con l’album Back to Black, pubblicato nel 2006, che Amy Winehouse – come un pittore geniale con tutti i pennelli a lustro – regala al mondo il quadro capolavoro.  Undici tracce perfette, sia per l’atmosfera, sia per la ricerca musicale, e soprattutto, per l’interpretazione: un vero manifesto d’artista. L’album ottiene un successo incredibile, e la cantautrice ottiene cinque Grammy Awards.

Nel 2001, il cantante Tony Bennett la vuole al suo fianco per duettare nel singolo Body and Soul, uno standard jazz degli anni ‘30. L’intuizione del crooner si rivela ottima: la canzone è pura magia. Il brano mette in luce la duttilità vocale dell’artista; capace di essere tanto graffiante quanto morbida. Un’ attitudine jazz naturale.  Lioness: Hidden Treasures è il terzo album di Amy Winehouse, uscito postumo il 2 dicembre 2011. Il disco contiene inediti, covers, demos e tanto materiale raccolto dai familiari, e dai collaboratori.

Alla sua vita privata fatta di tormenti, abusi e dipendenze, lei rispondeva con la sua bravura incredibile, e con la sua maturità artistica: Amy Winehouse sapeva che creatura dotata era, e che il suo dono era a disposizione per emozionare.  Così ha fatto. Così fa.

di Antonella Putignano