Io ti cercherò, a tu per tu con la produttrice Verdiana Bixio soddisfatta per il successo del crime tv di Raiuno con Alessandro Gassmann. Lunedì 19 ottobre la terza puntata

Per due lunedì di seguito la serie tv crime Io ti cercherò con protagonisti Alessandro Gassmann e Maya Sansa, in onda su Raiuno, ha vinto la prima serata televisiva battendo nuovamente l’agguerritissimo Grande Fratello di Canale 5, “pilastro” del gossip italiano sempre più nazional-popolare.

Un grande successo, inseguito con tenacia, e una grande soddisfazione per Gassmann, le cui doti di protagonista drammatico e di spessore vengono finalmente bene evidenziate anche grazie alla regia di Gianluca Maria Tavarelli.

Ma questo splendido risultato rappresenta anche una scommessa vinta dalla tenacia e dalla caparbietà professionali di Verdiana Bixio, che ha prodotto per la sua Publispei questo lavoro che, puntata dopo puntata, si rivela vero e proprio thriller che appassiona cinque milioni di italiani, fra turbamenti psicologici e intrighi polizieschi.

Verdiana, ci hai creduto subito, appena letta la sceneggiatura, che al primo impatto appare complessa e misteriosa, che la serie avrebbe conquistato il pubblico delle prime serate tv?

«Io ti cercherò è una storia in cui ho creduto tantissimo sin dall’inizio. Con gli sceneggiatori e l’intera struttura di Rai Fiction abbiamo fatto un lungo lavoro sui contenuti, sulle sceneggiature e sulla realizzazione di questo prodotto che ci ha appassionato e coinvolto da subito. Tutto è partito da un’idea originale di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Monica Rametta e Massimo Bavastro. Autori di grande talento, che hanno saputo coniugare sentimenti potenti e innovazione all’interno del genere crime. A questo punto avevamo una storia forte ma avevamo bisogno di un regista altrettanto forte, capace di dare forma al racconto. Gianluca Tavarelli è entrato in squadra presto, ha lavorato alle sceneggiature con grande trasporto. In ultimo, ma non per importanza, abbiamo avuto un magnifico protagonista, un Alessandro Gassmann in stato di grazia, direi. È stato un crescendo. Più andavamo avanti e più sapevamo di essere sulla strada giusta».

Alessandro Gassmann si era già cimentato nel genere poliziesco, sempre seguito con piacere dal grande pubblico, ma forse mai come in questo lavoro le sue doti interpretative avevano trovato tanto spazio per tirare fuori la giusta drammaticità che il ruolo esigeva. Hai pensato subito che fosse un ruolo giusto per lui?

«Assolutamente sì. Sin dall’inizio Gianluca Tavarelli ed io abbiamo pensato ad Alessandro e sono stata felice che abbia accettato di interpretare Valerio Frediani: un uomo, ormai solo, che ha perso il suo lavoro, la sua famiglia e se stesso. Proprio durante questo isolamento dal mondo riceve la più terribile delle notizie, quella che nessun genitore dovrebbe mai ricevere: Ettore, suo figlio, è morto, il suo corpo è stato trovato sul greto del Tevere e tutti pensano si tratti di suicidio. Tutti, tranne Sara, una tenace poliziotta che Valerio ha molto amato anni prima, causando la fine del proprio matrimonio. Sara intuisce che c’è qualcosa di strano nella storia del suicidio e convince Valerio ad andare fino in fondo in un’indagine che si rivelerà una corsa a ostacoli, ma che sarà anche l’ultima occasione di Valerio per fare i conti con il proprio doloroso passato, come uomo e come padre. Alessandro Gassmann ci ha regalato una straordinaria interpretazione di Valerio. In questo ruolo ha messo tutto il suo talento di attore, ma anche tutto il suo vissuto e le sue emozioni di padre, figlio e marito».

Anche tutti gli altri attori appaiono come persone credibili, senza forzature, merito della regia di Gianluca Maria Tavarelli?

«Direi merito della bravura indiscussa di eccellenti attori italiani come, appunto, Alessandro, Maya Sansa, ma anche Andrea Sartoretti, Luigi Fedele, Zoe Tavarelli, Giada Prandi e Fiorenza Pieri, che sono stati diretti da un grande regista. Gianluca Maria Tavarelli ha fatto un meraviglioso lavoro e non smetterò mai di ringraziarlo».

Insomma col successo di Io ti cercherò hai mantenuto la Publispei ai grandi livelli ai quali, sin dall’inizio della tua attività, l’azienda di famiglia ti aveva abituato. Verdiana tu nasci in una famiglia di grandi artisti, tuo nonno è Cesare Andrea Bixio, certamente uno dei più grandi autori di tutti i tempi, di canzoni popolari, di musiche per il cinema e anche fondatore della prima Casa Editrice italiana di musica. Tuo padre Carlo, tuo zio Franco hanno continuato, sempre ai massimi livelli, l’attività familiare nel cinema, nella musica e nella Tv, tu hai cominciato da giovanissima e oggi sei Presidente di quella Publispei che ha prodotto serie di grandissimo successo come Un Medico in Famiglia, I Cesaroni e Tutti pazzi per amore. Quali sono i lavori più importanti che per il cinema e la Tv hai continuato a realizzare?

«Nel frattempo sono nate altre due nuove serie tv, sin da subito molto amate dal pubblico: nel 2015 È arrivata la felicità, che ha avuto una seconda stagione in onda su Raiuno nel 2018, e Amore pensaci tu, in onda su Canale 5 nel 2017. Mentre nel 2019, per la prima volta, Publispei ha prodotto per la pay tv la serie Extravergine, diretta da Roberta Torre e co-prodotta da Fox Networks Group Italy. Proprio ora apprendo che la serie ha ottenuto la nomination nella categoria “Migliore Serie Tv Italiana” ai Diversity Media Awards. Publispei ha già ottenuto lo stesso riconoscimento nel 2018, vincendo il premio con Amore pensaci tu».

Il Gruppo Editoriale Bixio, creato 100 anni fa da tuo nonno C.A.Bixio in Galleria del Corso a Milano (luogo divenuto poi “cult” proprio grazie all’impulso dato da lui), sia grazie alle sue canzoni più celebri, come Mamma, Parlami d’amore Mariù, Vivere e tante altre, che alle musiche per il cinema, è sempre stato tra i protagonisti del mondo delle colonne sonore. Nelle vostre produzioni per il cinema e la tv avete sempre dato grande spazio e importanza alla musica oltre che alle immagini, aprendo sempre al nuovo e talvolta portando addirittura al successo musicisti ai loro esordi, come Andrea Guerra e altri. Ti occupi sempre personalmente di cercare i musicisti più adatti alle vostre produzioni?

«La musica è nel mio Dna e nel Dna di Publispei, ovviamente, ma il nostro è sempre un lavoro di team. La colonna sonora originale di Io ti cercherò, edita da Bixio C.e.m.s.a. e Rai Com e pubblicata da Cinevox Record su tutte le principali piattaforme digitali, è firmata dal compositore tedesco Ralf Hildenbeutel che abbina una formazione in pianoforte classico a un costante interesse per la musica elettronica. Il carattere eclettico della sua formazione si riflette nella colonna sonora dove la componente elettronica è sapientemente combinata alle suggestioni classiche al fine di sottolineare con delicatezza le vicende e il vissuto emotivo dei personaggi. Per la sigla abbiamo fortemente voluto la splendida Riverside di Agnes Obel che da subito abbiamo trovato perfetta per accompagnare lo spettatore sin dai titoli di testa».

Il mondo della produzione cinematografica e televisiva sta cambiando rapidamente, a parte il drammatico momento attuale che ci auguriamo tutti possa passare in fretta, oggi le offerte Tv, le tante piattaforme come Sky,  Netflix, Fox ecc. offrono sempre più spesso al pubblico lunga serialità sempre più seguita e rapidamente divorata, con vere e proprie maratone da parte di un pubblico che al cinema in sala sembra preferire sempre di più quello da vedere a casa propria. Quali strategie prevedi per la Publispei e come immagini il futuro per le immagini e per i suoni che le accompagnano?

«È vero che questo è un momento molto difficile, l’emergenza Covid ha messo a dura prova il settore, ma l’audiovisivo italiano resiste e oggi ci sono diverse possibilità. I nuovi player e le nuove piattaforme hanno portato una ventata di opportunità e nuova linfa, e questo ci offre l’occasione di mostrare al mondo i nostri prodotti e il nostro Paese. Questo ci porta a puntare sempre più in alto, a voler alzare la famosa asticella. L’imperativo è pensare sempre più a livello globale, rimanendo ben radicati alla nostra identità di Paese, spingere sulla qualità, la creatività e l’innovazione, valorizzando il nostro “Italian touch” e stando alla larga dagli stereotipi. La co-produzione internazionale è diventata un passaggio obbligato e stiamo lavorando in sinergia con partner oltre confine per co-produrre o co-sviluppare serie e film che possano essere fruibili in tutto il mondo e sulle differenti piattaforme».

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