Alice nella città 2020: Kajillionaire vince come miglior film, premio speciale della giuria a Puntasacra

Si è conclusa la diciottesima edizione di Alice nella Città, rassegna cinematografica parallela alla Festa del Cinema di Roma con i seguenti premiati: Miglior Film Kajillionaire di Miranda July, interpretato da Evan Rachel Wood (nella foto sotto), Debra Winger e Richard Jenkins. Nella motivazione si legge che la regista americana ha avuto “la capacità di creare una storia in grado di tradurre tematiche classiche in immagini dolci e spietate, raccontata con uno sguardo surreale e cinico. Attraverso dei personaggi grotteschi, metafora di una realtà genitoriale tossica molto attuale”.

Il Premio Speciale della Giuria è andato a Puntasacra (foto sotto) di Francesca Mazzoleni con la seguente motivazione: “Per aver saputo raccontare in modo mai banale una comunità dalle mille sfaccettature riuscendo a mostrare bellezza e malinconia, luci e ombre di chi la vive quotidianamente”. Il premio è stato assegnato da una giuria di 16 ragazzi di età compresa tra il 15 e i 18 anni.

Il Premio Camera d’Oro Alice / MyMovies è andato ad Ibrahim di Samir Guesmi, mentre la Menzione Speciale del Premio Camera d’Oro / MyMovies è andata a Gagarine (foto sotto) di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh. Il premio e la menzione sono stati assegnati dalla giuria composta da Eva Cools (regista e sceneggiatrice), Agostino Ferrente (regista e sceneggiatore), Caterina Guzzanti (attrice), Claudio Noce (regista), Roberta Torre (regista).

Il Premio Raffaella Fioretta è andato a Il mio corpo (foto sotto) di Michele Pennetta. Il premio, che consiste in un sostegno per la distribuzione in sala, è stato assegnato dalla giuria composta da Dario Albertini (regista), Valentina Lodovini (attrice) e Riccardo Milani (regista) con la seguente motivazione: “Per averci fatto conoscere Oscar e Stanley, due corpi, due anime; due solitudini che si sfiorano per un istante vagando prigionieri nella stessa terra alla ricerca di emancipazione. ‘Il mio corpo’ è un’opera che ci racconta di abbandono, di rifiuto, di degrado e umanità, Pennetta lo fa con grande efficacia ma sopratutto con una preziosa delicatezza che lo contraddistingue”.

Gagarine ha vinto altri due premi oltre alla Menzione speciale Camera d’oro, conferita con la seguente motivazione: “È una storia emblematica che si ispira ad un accadimento reale avvenuto in un contesto periferico, il comprensorio “Citè” Gagarine, che prese il nome dal celebre cosmonauta sovietico che egli stesso inaugurò nel 1963, terreno di confronto e scontro tra culture diverse e seconde generazioni, luoghi di ghettizzazione e deviazione come tanti altri a cui tanta attenzione ha offerto il cinema d’autore soprattutto francese, col suo linguaggio naturalistico, che in taluni casi ha rischiato di creare un cliché, viene raccontata questa volta con stile inedito, mescolando repertorio reale con atmosfere favolistiche e intuizioni visionarie, regalandoci un film sorprendente”. Si è aggiudicato il Premio Rolling Stone per la migliore colonna sonora assegnato dalla giuria composta da Morgan (presidente), Alessandro Giberti (Direttore Rolling Stone), Louis Siciliano (musicista e compositore), Pino Farinotti (critico cinematografico) e Gianni Santoro (La Repubblica) e conferito con la seguente motivazione: «La colonna sonora di Gagarine è un lavoro costruito su un’interessante alchimia sonora: i multi-timbri più innovativi dei synth di ultima generazione e delle drum machines dialogano con l’orchestra e con le sonorità avvolgenti alle quali il cinema contemporaneo ci ha da tempo abituati. Ne viene fuori una partitura fresca e innovativa con degli impasti timbrici davvero inediti. Amin Bouhafa, Evgueni Galperine e Sacha Galperine sono riusciti a evitare tutti i manierismi e i cliché delle soundtrack, regalando allo spettatore melodie mai banali e percorsi armonici non scontati. Il ritmo della partitura nel rapporto sinestetico con lo scorrere delle immagini, garantisce al fruitore del film un’esperienza emozionale davvero entusiasmante che va a squarciare quella quarta dimensione “acustica” che fa lievitare al massimo grado il linguaggio semantico di questa bellissima pellicola. Una colonna sonora per niente banale, che ha il pregio di catturare lo spettatore come una grande Opera Post-Pop». E la Menzione Speciale del Premio Do Rising Star Award assegnato ad Alseni Bathily per Miglior giovane attore internazionale e conferito dalla giuria composta da Richard Cook (Irlanda), Karin Dix (Germania), Sally Fisher (USA), Billy Lazarus (USA), Michela Pini (Svizzera).