Il cinema è in sofferenza: come sopravvive alla più grande pandemia dell’era contemporanea? Ce lo spiega Laura Delli Colli, presidente del SNGCI e della Festa del Cinema di Roma

(di Renato Marengo) Come si sta organizzando in Italia  il mondo del cinema? Produttori, registi, interpreti, sceneggiatori e i tanti collaboratori  tecnici, comparse, operai, maestranze come stanno facendo anche  all’estero? Quali i provvedimenti urgenti, le cose da fare  per  consentire al cinema di continuare  nonostante le rigide norme sanitarie, che ovviamente vanno rispettate. C’è qualche buon esempio o consigli da seguire? Lo chiediamo a Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici e Presidente della Festa del cinema di Roma.

Per il cinema e in genere per il mondo dell’audiovisivo la situazione è ancora drammatica. In un 2020 iniziato benissimo, la pandemia ha interrotto una stagione importante e il primo, immediato effetto è stato il crollo del box office. Nel primo semestre del 2020 il settore delle sale, secondo stime Anica, avrà perso oltre il 40% del proprio fatturato annuo. Oltre la crisi del pubblico quella della distribuzione, dei set cinematografici e un rallentamento delle nuove produzioni. Quando è esplosa la pandemia si sono fermati 20 set e una settantina non hanno  neppure cominciato le riprese annunciate. Ad aggravare la situazione il crollo degli investimenti pubblicitari televisivi, che ha ridotto i ricavi dei broadcaster con ripercussioni inevitabilmente negative anche sulla produzione dei nuovi contenuti. Unica nota in controtendenza un  vero e proprio boom dei servizi di streaming, che hanno registrato un’impennata visibile da tutti sia di contatti che  di nuovi abbonati nel periodo del lockdown. Questo nuovo contesto potrebbe essere un’occasione per avviare un cambiamento delle strategie distributive, accelerando sullo spostamento di contenuti online, una possibile risposta alla crisi della produzione oltre che della distribuzione tradizionale. L’impatto del COVID19 comunque non è stato uguale per tutta la filiera industriale. I distributori hanno forse avuto più di altri la possibilità di recuperare anche titoli dalla propria library sulle piattaforme in attesa di poterla arricchire con nuovi contenuti quando tutto ripartirà ad un ritmo normalizzato. Ma i più penalizzati sono stati senza dubbio esercenti e produttori.

La Fondazione Cinema per Roma di cui sei presidente come ha riorganizzato quest’anno gli incontri, le proiezioni, le giurie, i premi?

A Roma non ci sono giurie né premi se non i due riconoscimenti alla carriera decisi dal direttore. Per questo è ovvio che il lavoro in corso sia orientato a mantenere standard di qualità considerando una formula mista: Festa dal vivo, dal 15 al 25 ottobre, come si dice ‘in presenza’ se e per quanto si potrà fare, soprattutto con gli Incontri ravvicinati di Monda che ne sono il cuore. Ma prevediamo novità ‘decentrate’, abolendo la tensostruttura tradizionalmente in aggiunta, all’Auditorium e optando invece, anche per solidarietà con le sale, su un progetto condiviso con i Fondatori e  in particolare con Roma Capitale, perché le repliche abbiano luogo in alcune sale cinematografiche. Ovviamente ci sarà lo streaming, su una piattaforma che consentirà sin d’ora di avere anche un ‘piano  b’ anche per essere pronti, al caso di un’eventuale rilettura  di quanto, nel caso di un malaugurato ritorno dell’emergenza, si deve prevedere in base al regolamento anti COVID.

La Fondazione  può essere d’aiuto al settore ormai allo stremo?  Cosa può fare per  aiutare  il mondo del Cinema  in queste drammatiche situazioni?

Già riuscire a mettere in cantiere la Festa è una risposta chiara. E mi sembra un segno di solidarietà ma anche di coraggio per  tutto il settore e per gli spettatori. Bisogna vincere il COVID, eludere i rischi del contagio ma soprattutto battere la paura, che pur nell’incoscienza che a tratti si è fatta sentire in quest’avvio di estate, non è ancora tramontata.,.

In mancanza della grande distribuzione nelle sale cinematografiche, come possono rientrare  i produttori dei loro costi?

Ci stanno provando con tutti gli strumenti messi a disposizione in primis dallo Stato: cassa integrazione, sostegno per la spesa delle sanificazioni, supporti per ricominciare. Certo non basta ma ciascuno sta facendo la sua parte. E il Governo, con il Ministro Franceschini non ha fatto mancare il suo sostegno.

Come si sta organizzando il mondo della produzione mentre le sale continuano ad essere chiuse o aperte in piccolissima parte? Le piattaforme Tv a pagamento, riescono a  sopperire almeno in parte all’impossibilità di vedere  le  opere   cinematografiche  in pubblico?

Le piattaforme hanno rivelato una capacità di aggregazione che continua a essere importante anche in vista della ripresa in sala. Non credo abbiano fatto concorrenza alle sale, almeno in questa formula, anzi hanno tenuto alta l’attenzione per il cinema sul grande schermo alimentando curiosità e  per gli spettatori ‘abituali’ comunque le abitudini cinematografiche.

Per quest’anno, a ottobre come avete organizzato proiezioni, incontri, premiazioni? Gli autori , sceneggiatori, autori delle musiche, i protagonisti, i registi che venivano premiati  anche in base agli incassi, quando i loro film andavano nelle sale, partecipano  ugualmente a premi e rassegne anche se vengono visti solo in TV? Non pensi che anche la Rai  in queste circostanze dovrebbe  fare qualcosa?

Ho già risposto alla prima domanda. Per quanto riguarda la Rai, mi sembra che abbia fatto la sua parte, offrendo per esempio attraverso Raiplay una piattaforma molto importante per la circolazione di film che altrimenti sarebbero stati soffocati da produzioni più forti o dal tempo di attesa per tornare in sala.

Veniamo all’uso, durante il coronavirus, della Grande Rete, del Web che  tanto utile si sta dimostrando per convegni, conferenze,  didattica, immagino anche  per votazioni ecc. ,  il prof. Lello Savonardo sociologo della Federico II di Napoli, ma anche esperto di cinema e problemi connessi, ospite fisso a Cinematografo di Raiuno,  in un’ampia intervista che abbiamo pubblicato su Cinecorriere ha spiegato come,  la generazione del 2.0, la Bit Generation in parte stia risolvendo i problemi più pratici di comunicazione, apprendimento e divulgazione sia per la musica che per  la didattica in generale dando vita a un nuovo approccio verso le tecnologie informatiche. 

Sicuramente la grande Rete è diventata uno strumento insostituibile e non c’è bisogno di spiegare perché dopo quello che è avvenuto durante il lockdown

Nuove e rigorose  regole sanitarie sui set, restrizioni per il pubblico nei luoghi chiusi come sale e teatri,, difficoltà per  assegnazione e consegna di premi e  di partecipazioni per chi viene dall’estero, come si sta organizzando uno dei settori più importanti e produttivi del mondo dello spettacolo, come il cinema?

C’è una disciplina ferrea per i set in ripresa. Tamponi e verifiche settimanali attraverso esami sierologici, Se l’attività di produzione non riuscirà a ripartire, entreremo del resto in una crisi di prodotto, per mancanza di contenuti. E questa è una delle  incognite del contesto di mercato post COVID. Il periodo di lockdown ha prodotto del resto  cambiamenti strutturali anche nel comportamento dei consumatori, ma anche per quanto riguarda la produzione un tema su cui lavorare in questa fase di ripartenza  è l’investimento sull’innovazione. Va da sé però che le imprese avranno bisogno di rafforzare la struttura finanziaria del mercato anche con un più facile   accesso alla liquidità.  L’industria del cinema in Italia significa oltre 2 mila aziende che danno occupazione a 250 mila persone tra addetti, diretti e indotto. E’ un settore con un fatturato di 4 miliardi di euro e che negli ultimi 6 anni ha registrato una crescita media del 6 per cento. Ma è anche tra quelli maggiormente devastati dall’emergenza sanitaria e dal lockdown. Per questo credo sia fondamentale guardare verso la novità, perché l’innovazione è la leva fondamentale per determinare il cambiamento.. Con il Decreto Liquidità, il Governo ha già previsto nuove soluzioni, non solo per i finanziamenti fino a 30 mila euro, ma anche per quelli fino a 800 mila e 5 milioni di euro garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia e da SACE e sono stati già erogati più di un miliardo e 300 milioni di euro a circa 60 mila aziende italiane che hanno presentato le richieste per un finanziamento fino a 30 mila.  Come può reagire il cinema? Con la stessa capacità di reazione che ha avuto in altri momenti difficili del suo corso. Non è dal dopoguerra che è nato il neorealismo? E la commedia italiana non è stata forse la risorsa anche per i produttori dopo la grande crisi finita con la guerra?

Il settore musicale è in ginocchio, chiusi i locali, fermi i live, ferme discografia e nuove produzioni, La SIAE , il Nuovo IMAIE hanno stanziato fondi per aiuti immediati  A parte il Ministero per i Beni Culturali, il mondo degli attori, dei registi, le maestranze, gli esercenti che sono di fatto senza entrate e senza lavoro come possono resistere, organizzarsi?  Sindacati, associazioni di categoria stanno mettendo in campo ipotesi alternative?

Tutto è in movimento e molte sono le iniziative organizzate ma anche quelle spontanee che si stanno stratificando e si rincorrono con un effetto importante: è tornata la voglia di fare rete  nella Rete. E oggi ha un valore ancora più forte. Tutto andrà bene?  Lo speriamo ma la strada è ancora lunga…

Nonostante tutto, comunque la creatività non si ferma, abbiamo visto concerti fatti in casa, multi collegamenti video, la musica nei cortili e tante altre forme di alternativa. Al Contest Arrangiami!, riservato agli under 35 in piena pandemia si soni iscritti ben 435 giovani  musicisti realizzando nuovi arrangiamenti di  celebri musiche per il cinema, continuando con passione e tenacia nonostante tanti blocchi: Insomma  anche se per gruppi e orchestre suonare assieme è quasi impossibile la musica non si ferma. Succede anche  anche per il cinema ?

In qualche modo sì. Considerate le tante iniziative spontanee che hanno raccontato e stanno raccontando i giorni del lockdown. Vedremo cosa ci  mostrerà la raccolta di testimonianze di Gabriele Salvatores, il primo a mettersi al lavoro n. sul tema. Ma i documentari saranno più d’uno…

Uno sguardo, al futuro?  Un augurio per la ripresa?

Tornare al lavoro, Questa è la normalità e  riprendere ad andare al cinema come sempre e più di sempre ,consapevoli che il cinema appartiene non solo ai titoli di testa ma molto, moltissimo, anche a quelli di coda…

La consegna dei Nastri d’Argento, nonostante tanti impedimenti e problemi derivanti dalle norme sanitarie, è comunque avvenuta regolarmente e come ogni anno ha premiato film e protagonisti più meritevoli. Un tuo commento sull’edizione di quest’anno per concludere con qualcosa di certamente piacevole e positivo. Qualche anticipazione sulla Festa del Cinema di Roma 2020?

I Nastri dopo un esordio in streaming con quasi 40 mila collegamenti per lanciare le cinquine sono stati una scommessa vinta anche grazie alla tv e sono andati dal vivo in Italia, poi, anche se senza pubblico, anche nel mondo, con Rai Italia, dopo la diretta con Rai Movie. Quanto alla Festa, offrirà tutto quello che sarà possibile dal  vivo utilizzando come ho giù detto anche lo streaming: abbiamo già annunciato, tra i primi titoli, il documentario su Francesco Totti dalla sua autobiografia perché avremo come sempre un mix tra quanto la Direzione Artistica sceglie nel rispetto di una linea editoriale fatta di alta qualità sia nell’offerta dei film che nella possibilità di avere ospiti. Senza però avere anche un quadro di iniziative ‘pop’ che in una Festa di qualità non potranno mancare.

Infine, cosa succederà a Venezia col premio Soundtrack  Stars Award?

Una nuova edizione per premiare la migliore colonna sonora tra i film in concorso, come sempre. E un premio alla carriera, nella tradizione di sempre. Appuntamento a Venezia, per questo, aspettando poi di vederci alla Festa di Roma.