Che anno è?, la rubrica di cinema e musica di Giorgio Cavagnaro, questa settimana ci propone il 1979: Oltre il giardino di Hal Ashby, Lady Writer dei Dire Straits

Non era facile tradurre in italiano il titolo di un film come Being There, dello sregolato, geniale Hal Ashby. Oltre il giardino però non è male, una volta tanto. Rende l’idea dell’angoscia serafica di Chauncey Gardiner, o se preferite Chance il giardiniere, catapultato nello sporco mondo reale dopo decenni votati alla cura delle piante. Peter Sellers, idolo transgenerazionale, dà vita a un personaggio che rimarrà impresso a lungo nelle retine di molti divoratori di cinema tra i quali, ovvio, lo scrivente e i suoi sodali: nel 1979 non si faceva altro che rispondere alle domande, imbarazzanti o banali che fossero, con l’imperturbabile frase “Mi rendo conto”, tipica dello scarno lessico del nostro protagonista, antenato del più moderno Forrest Gump. Sapere niente equivale a sapere tutto, formula addirittura oltre la filosofia socratica: non è nemmeno più necessario saperlo, di non sapere.

Il film ha un finale memorabile: il montaggio alterna la svagata camminata di Chance nel verde cupo del cimitero e il discorso del Presidente in memoria di Ben, sua eminenza grigia appena defunta. La “cupola” sta già decidendo il successore di Ben e il prescelto sarà proprio il (forse) manipolabile Chance. “La vita è uno stato mentale”, sta concludendo il Presidente, mentre vediamo Chance intraprendere una tranquilla passeggiata sulle acque dello stagno. Purtroppo questa cinica lezione di potere, che suonava sommamente ironica e surreale nel 1979, è diventata realtà nei giorni nostri. Ma a impersonarla sono personaggi-fantoccio ben più pericolosi e infidi del tenero, candido giardiniere cui, tutto sommato, volentieri affideremmo la gestione della nostra vita.

Sembra quasi incredibile, ma i quarant’anni di vita sono abbondantemente passati anche per una canzone sempreverde come Lady Writer, vero manifesto programmatico dei Dire Straits, band inevitabile per almeno i due decenni a venire. Mark Knopfler da Glasgow inventa letteralmente il gruppo, intorno alla sua chitarra incantatrice, dalla quale estrae suoni e sequenze musicali incredibilmente morbidi, affascinanti e, cosa davvero rara per il rock, originali.

Lady Writer è uno di quei pezzi che non mi stanco mai di sentire, marchiato a fuoco dal padre di tutti gli assoli che seguiranno nel corso di una carriera lunga quanto scevra da eccessi di divismo. I Dire Straits ci racconteranno per molte stagioni situazioni di vita ordinaria, attraverso luna park, locali fumosi o affollate strade londinesi, popolate di persone e dei loro amori spesso infelici ma almeno sublimati dalle note della Schecter Custom Stratocaster di Mark.  E perché no, anche dal ritmo discreto della batteria di Pick Withers, drummer originale del gruppo. Pick aveva fatto parte dei Primitives, band celebre in Italia negli anni Sessanta, perciò conosce e ama il nostro Paese. E, ve lo dico in confidenza, è un accanito tifoso della Roma.