Corona, prossimamente in streaming il primo film sul Covid-19

(di Paola Maria D’Agnone) In questi giorni difficili il cinema ci fa compagnia con le sue storie e ci regala qualche ora di svago portandoci virtualmente fuori dalle mura domestiche. Tuttavia, come ci insegna lo story editor Robert McKee, “la storia non è una fuga dalla realtà, ma un veicolo che ci conduce nella nostra ricerca della realtà”. Ad aver fatto sua questa lezione è il regista iraniano Mostafa Keshvari che non ha perso tempo e ha realizzato il primo film sul coronavirus intitolato, per l’appunto, Corona, presto disponibile per la visione in streaming.

Si tratta di un thriller psicologico, girato in pochi giorni nel mese di febbraio, che racconta la psicosi che ha colpito la popolazione mondiale nel primo periodo dell’epidemia. La protagonista è una ragazza cinese (Traei Tsai) che resta bloccata in un ascensore. Con lei ci sono il proprietario dell’edificio (Josh Blacker), un addetto alle riparazioni (Emy Aneke), una millennial (Zarina Sterling), un suprematista bianco (Richard Lett), una donna incinta (Andrea Stefancikova) e un giovane indebitato (Andy Canete). In questo ambiente claustrofobico, metafora della “gabbia” costruita dal pregiudizio, i personaggi iniziano a sospettare della ragazza cinese, vedendola come potenziale portatrice di coronavirus a causa della sua nazionalità.

“Il film parla di paura, è uno studio sulla società, le persone e le scelte morali. L’idea mi è venuta oltre due mesi fa, mentre ero in un ascensore e leggevo notizie di attacchi rivolti ad alcuni turisti cinesi per la paranoia legata al diffondersi del Covid-19. All’inizio si parlava di virus cinese ma adesso non esiste una distinzione razziale, riguarda tutti noi e la razza umana deve unirsi per combatterlo.” Così racconta come è nata l’idea il regista, che ha dimostrato di avere a cuore il tema del pregiudizio già nel suo primo lungometraggio, Unmasked (2018), storia della scelta di vita di un’immigrata musulmana che si iscrive di nascosto a una scuola di recitazione.

Corona è un film “ultra-low budget”, come lo ha definito lo stesso Keshvari, ideato e realizzato in circa un mese e che in sessantatré minuti racconta le prime fasi di una pandemia che nessuno si sarebbe mai aspettato. Il regista, infatti, dice: “Pensavamo sarebbe passata in fretta. Nessuno avrebbe potuto immaginare (tutto questo)” e spiega che l’idea iniziale era di portare il film ai festival ma con l’esplosione della pandemia ha deciso di condividerlo in streaming, perché adesso il suo film “appartiene all’umanità”.

In un momento in cui guardiamo con diffidenza chi ci è accanto, Corona vuole essere la chiave per colmare la distanza più grande fra noi e l’altro, quella creata del pregiudizio. Perché come dice Keshvari “il Coronavirus non discrimina, perché dovremmo farlo noi?”.