Sonic – Il film: il diavolo blu del divertimento

(di Alfonso Romeo) Con Sonic – Il film (nelle sale italiane a partire dal 13 febbraio) il regista Jeff Fowler si trova a dirigere un lungometraggio destinato a diventare un nuovo classico per i ragazzi, e maggiormente per quelli che a partire dai mitologici anni ’90 hanno passato i pomeriggi del weekend incollati ai videogames con l’omonimo personaggio, un buffo alieno blu con il superpotere di muoversi, letteralmente, più veloce della luce.

Nel film, però, accanto all’azione si decide di dar spazio anche alla narrazione, incentrata sul desiderio del piccolo Sonic di farsi degli amici in una Terra dove si sente solo uno strano ospite. Il “diavoletto blu” sopporta malvolentieri la sua solitaria permanenza in una grotta, andando ogni sera a sbirciare lo sceriffo del paese, Tom (James Marsden), intento a guardare la televisione assieme alla famiglia. Ben presto la presenza di Sonic verrà notata nella tranquilla cittadina di Green Hills, nel Montana, scatenando una vera e propria caccia all’alieno di cui diventerà protagonista un impagabile Jim Carrey nei panni del perfido Ivo Robotnik, investigatore esperto di minacce aliene e dalle mille potentissime armi. Nel frattempo, Sonic riesce a farsi aiutare da Tom, con il quale si addentrerà in mille peripezie alla massima velocità per non essere catturato e utilizzato come cavia da laboratorio.

La produzione del lungometraggio non è stata propriamente lineare: Sonic è costato ben sette anni di lavoro, partendo nel 2013 con l’acquisto dei diritti sul personaggio da parte della Sony Pictures, poi ceduti alla Paramount nel 2017, che finalmente iniziò di fatto la realizzazione.

Divertito e divertente, forte di una fotografia e di uno sforzo tecnico notevole, Sonic – Il film è un prodotto pensato per i ragazzi, ma riesce a coinvolgere anche un pubblico più adulto o non avvezzo al labirintico mondo dei videogiochi, grazie all’ammirevole sottotesto di messaggi sull’alienazione e sul valore dell’amicizia.