Underwater, l’incubo sottomarino di William Eubank

(di Alfonso Romeo) Il giovane regista William Eubank e lo sceneggiatore Brian Duffield uniscono le forze creative per mettere in scena Underwater, al cinema a partire dal 30 gennaio.

Il film ruota attorno a un genere che si mantiene, per tutti i novantacinque minuti di durata, a metà fra l’horror e il thriller, focalizzando la propria storia su un gruppo di scienziati che stanno lavorando all’interno di enormi trivelle sottomarine nel fondo dell’Oceano Pacifico, con i volti, fra tutti, di Kristen Stewart e Vincent Cassel.

L’intero team viene all’improvviso destabilizzato da un terremoto che lo porterà a scontrarsi con le insidie sottomarine più spaventose, tra cui forme di vita sconosciute e dall’inaudita ferocia. Ben presto, durante la fuga disperata verso la superficie, si arriverà a una vera e propria lotta alla sopravvivenza, con tanto di finale inaspettato.

Underwater, raccogliendo diversi spunti dai film di genere più famosi (primo fra tutti Alien di Ridley Scott) è un fortunatissimo episodio della cinematografia horror più all’avanguardia, che attinge al B-movie sublimandolo con una tecnologia sonora ed estetica così perfetta da risultare analoga a un videogioco ad alta tensione: proprio per questo si rivela uno di quei film da guardare rigorosamente in sala, dove sobbalzare dalla poltrona diventerà un’abitudine.

Anche il cast artistico si dimostra decisamente all’altezza di un progetto così ambizioso: spicca naturalmente Kristen Stewart, qui più bionda platino che mai, che ha già dato dimostrazione in opere come Still Alice (Richard Glatzer, 2014) o Personal Shopper (Olivier Assayas, 2016) di essersi definitivamente sganciata dall’ingombrante iconografia ereditata dalla saga adolescenziale di Twilight, per approdare indisturbata verso ruoli decisamente più consistenti. La sua Norah, giovane scienziata pronta a mettere a repentaglio la propria vita per salvare i colleghi, è un personaggio che sarebbe calzato bene a pochissime altre attrici.

Underwater, forte di un ritmo crescente e di un’abilità particolarmente acuta nel coinvolgere il pubblico, si rivela quindi un film da vedere tutto d’un fiato, che lascerà piacevolmente sorpresi anche i più scettici.