Sto tutto fusion, esce il nuovo lavoro di Ciccio Merolla, compositore e percussionista, protagonista del Napule’s Power. Tra jazz, funky e musica popolare

(di Renato Marengo) Il 12 luglio con la Jesce Sole esce Sto tutto fusion, il nuovo album del compositore e musicista Ciccio Merolla, uno dei nuovi protagonisti dell’ormai storico movimento musicale Napule’s Power.

Con Federico Vacalebre, caporedattore di cultura e spettacoli del Mattino, che ha introdotto con precisione un intenso e piacevole incontro con Ciccio Merolla, a presentare il suo nuovo cd, mercoledì 4 luglio, nella casa napoletana dell’artista, venuti da Milano e da Roma, eravamo il sottoscritto; Giordano Casiraghi, scrittore di libri sul rock, critico musicale di Spettakolo.it, Globalist.it e Radio Popolare; Maurizio Becker, caporedattore di Classic Rock, Vinile, Prog; Massimo Privitera, direttore di Colonne Sonore; Alessandro Sgritta, critico e inviato da Roma di Musical News; e tanti altri colleghi dell’Ansa del Corriere della Sera, di Repubblica, Corriere del Mezzogiorno e di tante altre testate di Napoli.

Questo nuovo cd di Merolla, Sto tutto fusion, consacra ancora una volta l’appartenenza dell’artista alla selezionata schiera dei protagonisti del movimento musicale Napule’s Power da me creato negli anni ’70, (oggi più che mai vivace e “in movimento”) proprio per aggregare e produrre NCCP, Roberto De Simone, Edoardo Bennato, Tony Esposito, Teresa De Sio, Concetta Barra, Musicanova, Antonio Infantino, Lina Sastri, Mario Schiano, Patrizia Lopez, Enzo Gragnaniello, Luciano Cilio, Alberto Pizzo, movimento del quale erano già membri fondamentali gli Showman, Pino Daniele, gli Osanna, James Senese con la sua Napoli Centrale, Enzo Avitabile,  Daniele Sepe, Tullio De Piscopo, Alan Sorrenti. I Saint Just, il Balletto di Bronzo, Capone, Colasurdo, Onorato e tanti altri.

In questo nuovo cd Ciccio evidenzia sempre meglio le sue doti, oltre che di interprete, di indiscutibile numero uno della percussione, anche di compositore di musica d’avanguardia, di fusion contaminata, oltre che dal jazz, dalla musica popolare, ma pure dalle melodie della canzone napoletana e da quella sana, irriverente ironia che caratterizza personaggi come Gegè Di Giacomo e lo stesso Carosone, spirito arguto tanto caro ad Arbore e a Troisi, con tracce cliccatissime nel web.

Nel corso dell’incontro, accompagnato da sapori napoletani ma pure orientali, dato l’animismo che pure caratterizza Merolla, mi ha fatto piacere sottolineare ancora una volta quell’ammirazione e quell’attenzione che da anni sia nei miei libri che in programmi e articoli, gli riservo con convinzione. Ciccio ha risposto con precisione e professionalità alle tante domande sulla sua carriera di performer, compositore ma anche di autore di musiche per il cinema e per il teatro.

Ecco la prefazione che ho fatto al nuovo cd di Ciccio Merolla, una sintesi al tempo stesso della movimentata e interessante carriera dell’artista.

Ho conosciuto Ciccio Merolla mentre scrivevo per Rai Eri il libro Enzo Gragnaniello dai Quartieri al San Carlo, in occasione della partecipazione di Gragnaniello a un’opera di Roberto De Simone su Eleonora De Fonseca Pimentel sulla rivoluzione giacobina napoletana del 1799. Enzo Gragnaniello partecipò col suo quartetto esibendosi sul grande palco del Teatro San Carlo di Napoli, con quattro brani della tradizione popolare, Ciccio era il suo percussionista. Mi accorsi subito che la collaborazione

di Ciccio andava ben oltre il suonare alla sua personalissima maniera campanelli e tamburi, Ciccio era anche l’ispiratore del momento animista, del periodo mantra di Gragnaniello. E le conferme arrivarono anche durante le riprese che con Michael Pergolani facemmo per lo speciale televisivo di Raitre con la regia di Paolo Logli, a loro dedicato. E in quell’occasione nel raccontare la storia di Enzo dedicammo a Ciccio un intero capitolo raccontando in parte anche la sua storia. Lui, come Enzo, nato nei Quartieri, è riuscito a tirarsi fuori con grande determinazione da un ambiente difficile, quasi da un destino segnato, proprio grazie alla sua passione per la musica e al suo talento, che gli faranno guadagnare la stima di personaggi come Tullio De Piscopo, James Senese, Pino Daniele, Edoardo Bennato, dello stesso Gragnaniello, di Eugenio Bennato e di tanti altri protagonisti del mio Napule’s Power, movimento musicale di cui Ciccio Merolla, anche se di generazione successiva, è entrato a pieno diritto a far parte. Compositore e leader di formazioni funky, rock, di musica popolare, Ciccio è stato antesignano del rap napoletano, del reggae e di tanta musica afromediterranea che dal dopoguerra si produce , si suona, si scambia  e si canta a Napoli. Oggi esce con questo nuovo cd, Sto tutto fusion, caratterizzato oltre che dal suo personalissimo senso del ritmo, da suoni, melodie, spazialità, uso onomatopeico della voce, spiritualità e grande ironia.