Lillo: «Mi piacerebbe fare Ballando con le stelle, ma prima devo girare un film con Greg»

Attore, musicista, fumettista, conduttore di radio e tv. Non difetta certo di versatilità Lillo, al secolo Pasquale Petrolo, noto al pubblico per l’ormai trentennale sodalizio artistico che lo lega a Claudio Gregori, in arte Greg. Un sodalizio iniziato con la band di rock demenziale Il Latte e i suoi derivati e proseguito su vari fronti. Non ultimo quello radiofonico che li vede protagonisti per il quindicesimo anno sulle frequenze di Radio2 con il programma quotidiano 610.

Lillo, anche quest’anno tu e Greg vi sbizzarrite nell’etere.

Proprio così, ogni giorno proponiamo la nostra quotidiana dose di musica e di gag surreali, naturalmente con il contributo dell’immancabile Alex Braga.

In onda sembra che seguiate un copione libero.

E non avrebbe potuto essere altrimenti, non mi sento a mio agio quando devo muovermi all’interno di rigidi schemi, nella vita come nel lavoro. Con 610 mi hanno dato carta bianca in caso contrario non avrei accettato.

Fra cinema, tv, radio e teatro, dov’è che ti trovi più a tuo agio?

Io mi trovo a mio agio ovunque faccio qualcosa che mi piace. Il mezzo tecnicamente prima o poi lo comprendi e padroneggi, radio compresa. Sei tu che devi adattarti, il resto viene con sé.

Tu e Greg lavorate insieme da tanti anni, in fondo il vostro è un po’ come un matrimonio, qual è il segreto di una così lunga intesa?

A parte il rispetto reciproco, mantenere i propri spazi, se no la coppia diventa una prigione. È come il matrimonio tra due gelosoni che pretendono di tenere il partner in una campana di vetro. Invece ciascuno dovrebbe essere libero di uscire con i propri amici.

Faresti mai un reality?

No, ma non per spocchia, qualcuno in passato l’ho anche seguito, tipo l’Isola dei famosi. il punto è che so che mi annoierei, sai che rottura di scatole a fare me stesso.

Diresti no anche a Ballando con le Stelle?

Ballando non mi dispiacerebbe, anzi per dirla tutta sono cinque anni che me lo propongono, ma non posso per via degli impegni. Per accettare dovrei essere libero almeno tre mesi, cosa al momento impossibile.

A proposito di impegni, nel tempo libero cosa fai?

Considerando che di indole sono pigro, mi piace dipingere e faccio pure camminate in montagna. Insomma ho già pronto il piano B per quando smetterò di lavorare.

Non hai mai avvertito la precarietà del lavoro di artista?

Dopo tanti anni ho superato quella cosa, finora non mi è mai capitato di stare fermo, ma se dovesse accadere non sarà un problema. Ho un tenore di vita normale, non è che devo lavorare a tutti i costi.

Dove te ne andrai in vacanza?

Non lo so ancora, se parte un progetto cinematografico che ho con Greg, forse le vacanze non ce le facciamo nemmeno.

Di che si tratta?

Di un film dove siamo registi e interpreti. È una commedia che ruota attorno al tema del dna, io e Greg, attraverso un escamotage “scientifico”, ci scambiamo i nostri reciproci codici genetici solo che poi ci ritroviamo a vivere con queste nuove identità nell’ambiente sbagliato, con ovvie conseguenze comiche.

Nel frattempo sei già al cinema con Il grande salto.

Già, il film diretto da Giorgio Tirabassi, ma lì faccio solo un cameo, un personaggio orrendo, un trafficante di armi grottesco. È un film poetico, dai toni noir e surreali.

Il cinema di oggi è in crisi.

La crisi però più che i film riguarda le sale, che ormai sono disertate dai giovanissimi. Loro preferiscono Netflix.

Tu cosa vedi in tv?

La vedo poco, soprattutto film e documentari.

Quindi non sai niente del famoso Mark Caltagirone?

Chi è? Giuro che non ne ho mai sentito parlare.

In scena ti vediamo sempre sorridente, ma nella vita come sei?

Sono positivo e solare ma quando mi arrabbio mi arrabbio seriamente. Per fortuna avviene raramente (ride, ndr).

E cosa ti fa arrabbiare?

La stupidità più della cattiveria. Per me è imperdonabile.

Rimpiangi di non essere diventato papà?

I figli non sono venuti, ma io e mia moglie non ci siamo nemmeno accaniti per averli.

A proposito di moglie, tu in casa la aiuti?

No, ma solo perché non sono capace, nemmeno a mettere una mensola, però cucino benissimo. La nostra alimentazione è piuttosto sana, tendente al vegetariano, ma ogni tanto ci scappa la carbonara e la fiorentina…

A parte il progetto cinematografico di cui ci parlavi, prossimi impegni?

Riprendo a novembre a Milano il musical School of the rock che abbiamo portato in scena con successo al Sistina di Roma. È stata un’esperienza esaltante che non vedo l’ora di ripetere.