Alessandro Borghi alla Palestra Verbano e Vinicio Marchioni a Fidene per parlare di Roma

(di Francesco Ferri) Applausi, risate. Tanta commozione. Ma soprattutto una bella folla, da domenica in festa. Tutti lì, alla storica palestra intitolata a Valerio Verbano, il giovane militante del movimento studentesco ucciso da un commando fascista nel 1980, per aspettare Alessandro Borghi.

L’evento era organizzato da Grande Come una Città, un movimento di cittadini che sta facendo della cultura lo strumento cardine per la costruzione di una cittadinanza consapevole. Un movimento nato qualche mese fa e siglato da uno storico incontro che ha radunato quasi tremila persone in un giardino condominiale per ascoltare Valerio Mastandrea.

A firmare quell’appuntamento, come questo con Borghi, l’Assessore alla Cultura del Terzo Municipio Christian Raimo assieme a Mario Sesti (nella foto di Accursio Graffeo con Borghi). Sono in realtà due i format firmati da Sesti: da una parte c’è Potëmkin: grandissimi film, dibattiti assurdi, pensato per aprire la riflessione, emozionale e ricca di allegra confusione, sui potenti temi che il grande cinema ci regala e a ha regalato. C’è poi Me ‘mpiccio – Storie e immagini di Roma, un modo per raccontare la Capitale nella personalissima esperienza, di uomini e di artisti, di personaggi del cinema e dello spettacolo. Quello con Borghi fa parte di questa idea di incontro. Prossimo appuntamento il 27 marzo a Fidene (Istituto Comprensivo Fidenae, via Don Giustino Russolillo 64, ore 18.00) con un altro personaggio del nuovo cinema italiano, Vinicio Marchioni, che racconterà la sua esperienza Da il Freddo a Zio Vanja.

Ci è sembrato quindi particolarmente interessante farci raccontare direttamente da Mario Sesti questo progetto, le sue finalità. La sua ispirazione profonda…

Mario, perché il cinema e perché gli attori come obiettivo del lavoro culturale del III municipio?

Perché il cinema, che è il linguaggio audiovisivo più popolare, insieme a quello dei videogame, non possiede più alcuna area di trasmissione, approfondimento, passione: non si insegna a scuola, non esistono più i cineclub, i film sono quasi scomparsi dai palinsesti tv – e se sono dei classici vanno in onda nel buio più profondo della notte. Eppure quello del cinema è il linguaggio universale della comunicazione per immagini e suoni: se devo girare e postare qualcosa on line, la grammatica, i generi, il racconto, le tecniche sono quelle del grande schermo. Gli attori sono l’elemento di maggiore concentrazione dell’aura e del desiderio di cui il cinema è lo strumento di maggiore evocazione ed espressione della modernità. Si tratta peraltro di un mestiere che ha tratti unici, molto interessanti da esplorare e raccontare.

Ovvero?

Devi usare te stesso, la tua immagine e soprattutto il tuo vissuto cui attingere per poter esercitare questo lavoro. Devi affrontare una competizione feroce e spietata dato il rapporto avverso tra chi vuole fare questo lavoro e le possibilità concrete, devi vincere un diffuso pregiudizio sociale, molto vivo in questo paese dove i lavoratori dello spettacolo non vengono considerati neanche lavoratori: l’ultima dimostrazione è recentissima. I lavoratori dello spettacolo non sono contemplati nella platea di coloro che possano usufruire delle norme, peraltro molto discutibili, della legge che introduce i nuovi piani di pensionamento della quota 100. Io e Christian Raimo pensiamo che i grandi attori abbiano la stessa ricchezza e complessità di creatività e biografia dei grandi scrittori e dei grandi artisti in generale.

Qual è stata la risposta del pubblico?

Le proposte delle matinée del cineforum Potëmkin: grandissimi film, dibattiti assurdi, al Lux di Leandro Pesci, sono state seguite da un pubblico costante, a volte molto numeroso (per Un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, con un incontro con Fabrizio Gifuni, abbiamo dovuto proiettare il film in due sale contemporaneamente per ospitare tutti coloro che sono intervenuti). Per l’incontro con Mastandrea c’erano migliaia di persone sedute sull’erba come per un concerto rock. La giornata di ieri alla Verbano e le richieste per Marchioni dicono che questo format piace e incontra le richieste della gente.