Venezia 75, Orizzonti possibili: apertura con Sulla mia pelle, la tragica storia di Stefano Cucchi

Aperta dal nostro Sulla mia pelle di Alessio Cremonini con Alessandro BorghiOrizzonti – “sezione riservata a film proposti in prima mondiale e dedicata a pellicole rappresentative di nuove tendenze, con particolare riguardo per esordi, emergenti, cinematografie minori, ma anche opere con intenti di originalità creativa” – propone un variegato panorama di titoli che spaziano in quattro continenti.

Oltre all’Europa con La Noche de 12 Años di Alvaro Brechner (Spagna), Amanda di Mikhael Hers (Francia), L’enkas di Sarah Marx (Francia), The Man who Surprised Everyone di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov (Russia), Anons di Mahmut Fazil Coskun (Turchia), c’è l’America con Charlie Says di Mary Harron (Usa), il Sudamerica con Deslembro di Flavia Castro (Brasile) e soprattutto tanta Asia.

Manta Ray di Phuttiphong Aroonpheng è una coproduzione thailandese-cinese. Mentre è solo cinese Jinpa di Pema Tseden

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Soni di Ivan Ayr è un film indiano. Yom adaatou zouli di Soudade Kaadan è stato finanziato da Libano, Siria e Qatar (con una quota francese)

As I Lay Dying di Mostafa Sayyari batte bandiera iraniana, Memories of My Body di Garin Nugroho, indonesiana

Israele ha due film in concorso:  Erom di Yaron Shani, coprodotto con la Germania, e Tel Aviv on Fire di Sameh Zoabi, con  partecipazione di Francia, Belgio e Lussemburgo. E c’è anche il Kazakistan (e Polonia e Norvegia) con The River di Emir Baigazin, per un totale di 19 film (ci sono anche Un giorno all’improvviso e La profezia dell’armadillo)

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Nella giuria Orizzonti, presieduta dalla cineasta greca Athina Tsangari, figura Andrea Pallaoro, il regista di Hannah.

L'Isola del cinema di Roma
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