Consonno: poesia di graffiti e di jazz nella Città fantasma con i Novotono

I Novotono, nome del progetto di Adalberto e Andrea Ferrari (sassofoni e clarinetti bassi), hanno deciso di dedicare alla Città fantasma di Consonno il proprio teaser di presentazione di Overlays, l’album in uscita il 14 settembre prossimo per Parmafrontiere.

Per raccontare in pillole questo disco, Cristina Crippa, regista e fotografa, ha scelto di immortalare i due fratelli Ferrari con i loro strumenti mentre fraseggiano lungo gli angoli di un luogo magico e senza tempo, la Città Fantasma di Consonno. Un non luogo, come si dice oggi, in cui il Conte Bagno tentò negli anni ‘60 di costruire una Las Vegas nostrana. Stravolgendo territorio e orografia, fino all’inevitabile frana del 1976 che ha devastato strade e luoghi condannando questa città dei balocchi all’abbandono e all’oblio.

Il video è un omaggio alla street art: musica e arte diventano così complici di un tentativo visionario di trasformare in arte il degrado, in poesia il sognante abbandono di questi luoghi. Overlays è il disco in cui i lombardi Novotono danno voce, corpo e suono a quel magico gioco fra interno ed esterno, fra interiorità e dialogo, fra scrittura e improvvisazione che dipinge l’identità del musicista jazz. Compagni di viaggio di questo album i loro strumenti: clarinetti e sassofoni con i quali i due fratelli disegnano le loro inevitabili somiglianze e le loro caratteriali differenze. In un dialogo fra loro stessi e con il pubblico sempre dolce e sospeso, dinamico e al contempo incisivo.

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Il suono e il silenzio, intesi come primari elementi di un percorso di esplorazione sono in sé l’essenza di un viaggio espressivo attraverso il quale la comunicatività emotiva personale entra in gioco dando vita al momento creativo. L’ascolto esterno e interno, l’ambiente in cui l’evento si compie, lo spazio temporale e la produzione sono un tutt’uno e costituiscono l’atto creativo stesso. Composizione e improvvisazione sono due elementi organizzativi dell’elemento suono, diversi e complementari che concorrono a dar forma e vita alle diverse identità musicali. Strutture informali e partiture diventano supporti essenziali per l’elemento suono inserito in un determinato contesto in quel preciso istante. L’espressività diviene attraverso l’improvvisazione, aperta o su strutture, un irripetibile momento creativo che nasce e muore nell’attimo in cui avviene.

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La performance è basata sulla più piccola forma di dialogo, il duo. Questa formula è leggera e trasparente, il nucleo primo della comunicazione, la distanza da abitare, l’esplorazione di uno spazio costruito su un momento. Un luogo in cui prendere il tempo e lo spazio necessari a se stessi.

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