Suoni e visioni: è il Romaeuropa Festival

Edizione 33 della manifestazione che celebra la creatività internazionale. In scena dal 19 settembre al 25 novembre.

È una festa di suoni, colori, arti, immagini, parole che si danno appuntamento nella Capitale a fine estate ormai da trentatré anni. Tante sono infatti le edizioni del Romaeuropa Festival, manifestazione di arte, performance, danza, teatro, musica e cinema nata nel 1986.

Nel tempo l’evento ha portato nella Città Eterna il meglio della scena artistica internazionale, crescendo di anno in anno in qualità e quantità.

Questi i numeri con cui si presenta il 33° Romaeuropa Festival, in programma dal 19 settembre al 25 novembre: 27 i luoghi, che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche; circa 55.000 posti di spettacolo in vendita; 38 prime nazionali e 29 programmi internazionali, 10 coproduzioni; più di 60 le compagnie, di cui 40 per la prima volta al Festival, provenienti da 24 nazionalità differenti, oltre ai vari ensemble, per un totale di 311 artisti coinvolti.

Ad aprire la trentatreesima edizione, il 19 Settembre, è Kirina, un viaggio tra Africa e Occidente all’insegna del movimento e della commistione d’immaginari firmato dal coreografo del Burkina Faso Sergè-Aime Coulibaly e dalla sua Faso Dance Théatre, con i testi dello scrittore e studioso Felwine Sarr, le musiche della cantante icona della world music Rokia Traorè e la presenza dal vivo della sua band.

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La musica attraversa tutta la programmazione e la chiusura sarà proprio un grande evento musicale: il 25 novembre l’appuntamento è all’Auditorium Parco della Musica per una “gran finale”, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, che coinvolgerà tutte le sue sale.

Il REf18 si articola in tre percorsi, Storie, Visioni e Suoni, e nelle sezioni Digitalive, Anni luce, Dancing Days, REf Kids e Community.

Debuttano al Festival quest’anno con le loro storie dal mondo il libanese Omar Rajeh con la sua compagnia Maqamat e il compositore e artista visivo Zad Moultaka, la francese di origini vietnamite Caroline Guiela Nguyen, la cinese Wen Hui, lo svizzero Milo Rau, le argentine Lola Arias e Cecilia Bengolea, quest’ultima in coppia con il francese François Chaignaud, le cantanti e musiciste Oumou Sangaré (Mali) e Angelique Kidjo (Benin), la Great Jones Repertory Company de La Mama di New York con la compagnia Motus, Mario Martone, Office for a Human Theater con Filippo Andreatta, Mimmo Cuticchio con Virgilio Sieni, il duo francese Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons e l’artista visivo e compositore giapponese Rioji Ikeda.

Al loro fianco, oltre a Peter Brook, Hofesh Shechter e Ivo Van Hove, i protagonisti della creazione contemporanea ospitati nelle scorse edizioni, come Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Luigi de Angelis e Fanny & Alexander, Tim Etchells con Ant Hampton (in collaborazione con Short Theatre), gli israeliani Sharon Eyal, Gai Behar con la loro L-E-V e i catalani Agrupación Señor Serrano.

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Tanti altri artisti animeranno i tre mesi del REf, ma merita una segnalazione speciale il concerto di tutti gli ensemble e le orchestre riuniti per un omaggio a Frank Zappa nel 25° anniversario della sua scomparsa.

L'Isola del cinema di Roma
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