Questo libro è come un film in cui “Nothing is Real”

(di Renato Marengo) Se tornassero I Beatles? ipotizza questo romanzo, scritto come una sceneggiatura da Giorgio Cavagnaro. Nato a Roma nel 1954, Cavagnaro è architetto, giornalista e scrittore di racconti brevi, apparsi su “La Rivista Intelligente” e pubblicati da Perrone Editore, Memori Edizioni e Flanerì. “Nothing is Real” è il suo secondo romanzo, scritto per Cinaski Editore, dopo “Il Sabotatore”, pubblicato nel novembre del 2017 da “Città del Sole Edizioni”. Giorgio, come molti di noi, amante dei Beatles, forse non ha mai accettato la separazione dei quattro e forse, quel che è peggio, la scomparsa di due di loro e nella sua grande passione per i componenti di una delle “più mitiche” band rock mai esistite, in questo libro in qualche modo ipotizza che possano esserci ancora. E …pronti per un suo film? Questo mi sono domandato quando mi ha chiesto di scrivere la prefazione per questo suo libro dal  titolo quanto mai esplicativo…nothing is real. (titolo ovviamente ispirato a un famoso brano dei Beatles). E allora quanto fosse reale o non lo fosse tutto ciò l’ho chiesto a lui nella stessa prefazione poi, sperando in ulteriori chiarimenti …intervistandolo.

Giorgio Cavagnaro, cos’è Nothing Is Real, l‘ennesimo libro sui Beatles?

No, non direi. È un romanzo.

Un romanzo di cui i Beatles sono i protagonsti?

Assolutamente no.

Ma allora, chi sono questi protagonisti?

Sono due irriducibili,  due reduci della beatlesmania (per loro non è mai finita), che si incontrano a uno di quei party pretenziosi, tipici della   Roma più oziosa e festaiola, a casa di uno stravagante performer di arte contemporanea. Zippo e Gualtiero, pesci fuor d’acqua  accomunati dall’insofferenza verso un ambiente che non appartiene  a nessuno dei due, scoprono le proprie affinità grazie alla provvidenziale  suoneria del cellulare di Zippo: l’inconfondibile accordo iniziale di “Hard Day’s Night” dei Beatles. Quel magico suono, che appartiene alla storia personale di entrambi, esplode come una bomba nell’atmosfera supponente della festa, e fa scattare tra i due l’amicizia.

È a questo punto che entrano in scena i Beatles?

Sì, ma non come ci si potrebbe aspettare. Zippo e Gualtiero sono due giornalisti-scrittori di non chiarissima fama che cercano comunque, caparbiamente, di vivere della propria creatività, hanno tra i cinquanta e i sessant’anni e per entrambi la grande occasione non è ancora arrivata.

E allora?

E allora proprio per reagire, per tentare di uscire dalla palude nella quale si ritrovano comunque a galleggiare, decidono di scrivere un film sui Beatles.

Quindi è proprio un libro sui Beatles?

No. Sui Beatles è certamente il film che i nostri due protagonisti si accingono a scrivere. Il mio libro invece è su loro due che lo scrivono, ambientato in quella Roma un po’ cialtrona e superficiale di oggi, piena di vip, vippetti e, soprattutto, mezze figure. Il colpo si scena sta nel fatto che Zippo e Gualtiero scriveranno la loro sceneggiatura proprio insieme ai Beatles.

Ma allora è un film sui fantasmi?

Fantasmi? No, fantasia. John e Paul, con l’assenso di George e Ringo, “intervengono”, sempre più incuriositi e preoccupati per la propria immagine, durante le fasi di scrittura.

Ma Yoko Ono, che appare sulla copertina del tuo libro, che c’azzecca? Continua a mettere zizzania?

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C’azzecca e come, stavolta però non mette zizzania. Anzi nel romanzo il suo intervento sarà determinante per la sorte di tanti altri sedicenti artisti protagonisti della storia.

Siamo sempre più curiosi di capire: lunga vita a Paul e Ringo, ma come fanno a materializzarsi nel romanzo John e George, senza che il tuo racconto diventi una ghost-story?

Il romanzo è molto movimentato, legato anche alla cronaca, spesso tragica, del momento che stiamo vivendo, agli attentati più cruenti che stanno coinvolgendo la civiltà occidentale. Ma potrei risponderti semplicemente con le parole che John Lennon inventò per “Strawberry Fields Forever”:  Nothing is Real.

Nothing is Real, d’accordo. Ma oggi con Internet tutto è possibile. Se Paul McCartney, curiosando in rete, scoprisse che esiste questo libro e volesse incontrarti per parlarne insieme, cosa faresti?

Mi preoccuperei! Perché parla più di Yoko Ono che di lui, e sappiamo quanto Sir Paul sia narciso. A parte gli scherzi, credo che la sera stessa sarei a St. John’s Woods, Londra, dove credo abiti ancora quando è in Europa, suonerei il campanello, lo porterei a Abbey Road, che è lì vicino, e lo costringerei a farsi una foto con me mentre attraversiamo le famose strisce.

È chiaro che hai una grande passione per la musica e per i Beatles in particolare. Ma come nasce?

Già nel mio primo romanzo, “Il Sabotatore” avevo parlato del rock come colonna sonora di una generazione. Il primo 45 giri entrato in casa Cavagnaro fu “She loves you” dei Beatles, poi arrivarono tutti gli altri e arrivò anche una chitarra Eko da 5.000 lire che imparai a suonare da solo. Per la gioia di tutto il resto della famiglia. Da quel momento i Beatles e “quella” musica non ne hanno voluto sapere di staccarsi da me. Ora che mi ci fai pensare, è una delle poche costanti della mia vita e, credo, di tanti altri “born in the fifties” come me.

Un’ultima domanda: Il tuo romanzo parla anche di cinema, e si diverte prendere in giro un certo sottobosco culturale tipicamente romano. Ma se invece dei professionisti seri ti proponessero di farne un film, come la vedresti?

Benissimo, naturalmente. Ti confesso che qualche discorso c’è stato, perché la struttura e il modo molto “visuale” in cui il racconto si snoda pare si prestino parecchio a un adattamento per il cinema. Un sogno, visto che sarebbe, per me, l’occasione di unire in matrimonio i due amori della mia vita. Ci sono, tra l’altro, molti attori che vedrei molto bene nella parte dei due protagonisti. Due su tutti, Marco Giallini e Valerio Mastandrea. E Michael Caine nella parte di George Martin!

NOTHING IS REAL– Chinaski Edizioni – 2018. La sinossi.

Una sera del 2017, contro ogni verosimile logica storica, i quattro Beatles sono di nuovo riuniti insieme in una villa della campagna inglese, per una ragione misteriosa. Intorno a quest’ idea, due attempati giornalisti-scrittori con la fissa dei fab four, un po’ sfigati ma ancora pieni di entusiasmo creativo, decidono di lanciarsi nella scrittura di un soggetto cinematografico: il film che potrebbe riscattarli, in zona Cesarini, da una vita da comprimari.

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Nella Roma becera del terzo millennio, traboccante di artisti mancati e arroganti mezze calzette, i due cercheranno le strade più imprevedibili per portare a termine il loro progetto.

L’incontro casuale, su internet, con un enigmatico personaggio sembra all’improvviso rendere tutto più facile, ma la strada dei due amici verso un barlume della gloria che fu di Lennon e McCartney è lunga e piena di sorprese.

perché… nothing is real

L'Isola del cinema di Roma
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