Discover Bulgaria: cinema in piazza

(Barbara Bianchi) Discover Bulgaria: ovvero uno squarcio sul cinema e sullo spettacolo di domani. La Bulgaria scende in piazza, per la precisione in Piazza del Campidoglio, «per raccontarsi e per proporre», queste le parole dell’Ambasciatore Maryn Raykov, «la cultura come prezioso strumento di dialogo fra i popoli e fra gli Stati». In un momento storico in cui l’Europa è percepita più come esattore delle tasse, questo è senza dubbio un messaggio antico quanto modernissimo e lungimirante. Di quelli che vogliono lasciare un segno per le nuove generazioni.

E non è un caso che per questo appuntamento, che festeggia il Semestre Bulgaro al Consiglio dell’Unione Europea, sia stata scelta Piazza del Campidoglio: il centro della Città Eterna luogo tradizionale della diplomazia culturale.

Protagoniste della serata tre grandi eccellenze made in Sofia: i Chinary (nella foto), gruppo di danza folklorica; Mp-Studio, grossa società di videomapping bulgara. E Kostadin Genchev, suonatore del magico Kaval.

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Cinema e spettacolo di domani: perché la sera del 28 maggio questo popolo, quello bulgaro, ancora poco conosciuto in Italia, ha portato uno spettacolo veramente cinematografico che, attraverso il linguaggio e i ritmi della danza folklorica, ma soprattutto attraverso un videomapping possente e spettacolare, ha raccontato un pezzo di storia prezioso per questo nostro continente: quello che dall’antica Tracia ha portato la cultura mediterranea e cristiana lungo i crinali delle anime slave orientali. E ha permesso la costruzione dell’amalgama dell’Europa di oggi. Inventori del Cirillico, nati dalla cultura del fuoco dei Traci, i bulgari dell’antichità hanno permesso ai popoli del Centro Europa di dialogare con quelli mediterranei, di mantenere un filo rosso, nelle pur radicali differenze.

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È questo che, ancora oggi, ci fa percepire una fratellanza con un popolo così differente dal nostro. E che è tessuto di una fitta collaborazione artistica che, in pochi lo sanno, ha nel cinema uno dei principali territori condivisi: da sempre, infatti, gli attori bulgari collaborano con i registi italiani e viceversa.

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