Filmart 2018: il più grande mercato dell’audiovisivo d’Oriente ha aperto i lavori lunedì 19 marzo. Più di 850 gli espositori presenti

(Hong Kong – dal nostro inviato – Luigi Aversa) Con il “calcio d’inizio”, che più classicamente è stato un “taglio del nastro”, dato alle ore 14.30, la ventiduesima edizione del Filmart di Hong Kong ha aperto i battenti lunedì 19 marzo.

L’International Film & TV Market, il più grande mercato dell’intrattenimento d’Oriente e uno dei più grandi a livello mondiale, è solo uno dei nove eventi dell’Entertainment Expo di Hong Kong che hanno inaugurato i lavori oggi. Alla cerimonia di apertura della manifestazione che si è tenuta al Galaxy Theatre, uno dei tre grandi spazi adibiti alle conferenze (gli altri due sono il Moonlight Theatre e lo Starlight Theatre) hanno presenziato Paul Chan, segretario finanziario del Governo di Hong Kong; Raymond Yip, direttore esecutivo dell’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC); Zhou Jiandong, vice direttore generale del Film Bureau, State Administration of Press, Publication, Radio, Film & Television della Repubblica Popolare Cinese; Terry Lai, dell’HKTDC Entertainment Industry Advisory Committee; e Leon Lai, Ambasciatore dell’Entertainment Expo.

Nel gigantesco salone del Convention and Exhibition Center di Harbour Road quest’anno sono presenti 850 espositori, provenienti da 37 differenti Paesi. Oltre alle grandi compagnie cinematografiche di Hong Kong, nel 2018 l’evento vede un incremento della presenza cinese, con molte province rappresentate, da Guangdong ad Hangzhou, da Beijing a Shanghai, fino a Hunan. A queste si sono aggiunte le regioni del Sichuan e di Chongqing, qui per la prima volta. Gli atri 360 espositori provengono, tra gli altri, da Colombia, Russia, Thailandia, India, Ucraina, Kazakhistan, Polonia, Cambogia, Turchia e Vietnam. C’è anche l’Italia, naturalmente, di cui parleremo a parte.

In contemporanea con la conferenza stampa tenutasi alle 10.30 presso il Galaxy Theatre, del film Limbo, un iconico thriller diretto da Soi Cheang e prodotto dalla Sun Entertainment di Hong Kong in associazione con Erdong Pictures di Pechino, allo Starlight Theatre si è “navigato nel mercato televisivo cinese” con Chiang Sheng Yang di Phoenix Satellite Television, presentatore dell’incontro; Chen Xiao, di IQIYI; Hou Hong Liang, di Daylight Entertainment; Catherine Lui, di Entgroup Solution Centre, Beijing EntGroup Century DataTechnology; Ma Zhong Jun, di Ciwen Media; e Wu Hong Liang, di Talent Television and Film.

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Alla stessa ora anche il Japan Seminar del Moonlight Theatre sulla “produzione tv, distribuzione e location“. Daisuke Gomi, Broadcast Program Export Association of Japan; Akihiro Nakata, di Japan Cable &Telecommunications Association of Japan e Takeshi Hirata, di Fukuoka Creative Content Association, in qualità di rappresentanti di emittenti televisive locali, società di produzione e commissioni cinematografiche, hanno spiegato che molti dei drammi e degli spettacoli televisivi giapponesi degli anni ’80 e ’90 sono stati rifatti e localizzati a Hong Kong, Taiwan, ecc. E la maggior parte di questi sono stati ben accolti dal pubblico locale, con record di audience. Oltre ai contenuti e al cast, anche la vasta gamma di location ha contribuito al successo. Nel corso del seminario, i relatori hanno fornito diverse informazioni su come queste produzioni nipponiche vengono distribuite sul mercato estero. Guest star dell’incontro è stato il pupazzo Kumamoto.

Nel pomeriggio, oltre all’ormai tradizionale appuntamento con il Cinema e la Tv di Taiwan (Moonlight Teatre, 16.30), alle 17.00 allo Starlight Theatre, mister Patrick Suen, scrittore e critico cinematografico, ha introdotto miss Kang Hye Jung, amministratore delegato di Filmmakers R&K e produttrice del blockbuster coreano The Battleship Island.

Infine, il film del giorno: Party Hard, Die Young, inquietante thriller austriaco diretta da Dominik Hartl sulla vacanza da incubo in Croazia di un gruppo di giovani neodiplomati. Quello che per Julia e le sue amiche doveva essere il “party della vita” si trasforma in un viaggio dell’orrore, dal quale non tutti torneranno. Una pellicola dallo spessore internazionale che la Arri Media ha proposto in anteprima al mercato, come ci ha confermato il direttore vendite e acquisizioni della società di Monaco di Baviera Moritz Hemminger.

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