Filmart 2018: la Atlantic Films, società di produzione indiana, ha portato al mercato il film Isis – A New Found Base In Afghanistan. Ne parliamo col regista Yuvraj Kumar

(Hong Kong – dal nostro inviato – Luigi Aversa) Tra i film presentati in anteprima al Filmart 2018, c’era una produzione singolare, incentrata su un tema spinoso e doloroso, come può essere quello del terrorismo. Parliamo di Isis – A New Found Base In Afghanistan, un pellicola prodotta dalla Atlantic Films, compagnia con sede a Mumbai, in India. La General Manager della Atlantic, Honey Sharma, ci ha spiegato che «questo è il primo lungometraggio basato sull’organizzazione terroristica denominata Isis» e che «da quattro Paesi diversi hanno lavorato a questo progetto internazionale».

Lo scopo della presenza del film al mercato era quello duplice di vendere il prodotto al di fuori dei confini dell’India – «dove comunque il film ha già avuto alcune uscite», come ci ha confermato la stessa Honey Sharma, che ha aggiunto: «Anche negli Stati Uniti ci sono già state proiezioni, però non ancora una vera e propria distribuzione» – ma era pure quello di diffondere il messaggio di pace che l’opera di Yuvraj Kumar – questo il nome del regista, sceneggiatore, produttore e interprete – vuole lanciare.

«La pace è l’unica soluzione in questo mondo. Stiamo cercando di andare verso di questa, ma stiamo fallendo miseramente – ha affermato Kumar – credo che, a prescindere dalla situazione politica, se ogni uomo comune rimanesse calmo e pacifico e non venisse influenzato dalla narrativa violenta dei leader, saremmo sostanzialmente pacifici. Questo film è importante perché consente allo spettatore di distinguere chiaramente tra ideologia violenta e ideologia pacifica. Oggi viviamo una situazione molto pericolosa perché ci sono cellule dormienti di terroristi in tutte le principali città del mondo e la radicalizzazione avviene su internet. È importante far vedere a cosa può portare questa ideologia pericolosa e violenta».

Il film di Yuvraj Kumar mostra il dietro le quinte dell’organizzazione terroristica, partendo dalle storie dei singoli personaggi, ragazzi, di cui alcuni molto giovani, che per ragioni diverse si ritrovano a partecipare al campo di addestramento, dove giorno dopo giorno vengono militarizzati e indottrinati, perdendo ogni punto di riferimento con la realtà e con il loro mondo di provenienza. Fino al giorno in cui non s’imbattono in un monaco Sufi che apre loro gli occhi su orizzonti diversi. E qualcosa nelle convinzioni del gruppo inizia a scricchiolare. La peculiarità della pellicola sta nella commistione di generi attraverso la quale si sviluppa. Partendo da un contesto realistico contemporaneo, all’interno del quale non mancano sprazzi di poesia, la vicenda si snoda poi sui territori del thriller e dell’action, non disdegnando nemmeno la componente romantica. Il film poi si conclude col messaggio pacifista di cui sopra.

Nel cast internazionale figurano Rahul Dev, Rasheed Naaz, Manon Faure, Harish Bhimani e lo stesso Yuvraj Kumar, che è anche il produttore, sceneggiatore e regista di Isis – A New Found Base In Afghanistan. Con lui approfondiamo il discorso sui temi e le caratteristiche del film.

La scelta di inserire una storia d’amore nella trama del film era dovuta al desiderio di addolcire il tema o l’intenzione era di dire: “L’amore va oltre ogni ideologia”?

L’amore va oltre qualsiasi ideologia e religione. L’amore è la ragione per cui Sameer libera le giovani reclute dell’Isis.

Perché un film sul terrorismo?

Perché tutti i gruppi violenti hanno la stessa ideologia, anche se hanno nomi diversi. Le attività criminali rimangono le stesse.

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Il film è basato su una storia vera o è ispirato a tante storie vere?

No, il film non è basato su una storia vera.

Come si è documentato per raccontare il tema principale del film?

Abbiamo fatto molte ricerche attraverso vari libri sul terrorismo, abbiamo incontrato molti leader religiosi musulmani, abbiamo incontrato il personale dell’esercito che aveva catturato e interrogato terroristi. E fatto anche tante ricerche su internet.

Di quali nazionalità sono gli attori?

Di diverse nazionalità: Il signor Rashid Naz è originario del Pakistan, la signora Manon Faure viene dalla Francia, la signora Kate (la danzatrice del ventre) è del Regno Unito, il signor Fil è polacco e tutti gli altri attori provengono dall’India.

Parlano tutti nella lingua Urdu, hanno dovuto studiarla?

Sì, tutti sono stati addestrati a parlare in Urdu nei laboratori prima di iniziare le riprese del film. La maggior parte dei nostri attori comunque parla bene l’Hindi. La lingua Hindi e l’Urdu sono molto simili.

Dove è stato girato il film?

Per lo più è stato filmato nella regione di Himachal Pradesh, in India.

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Quali altri film ha in cantiere la vostra compagnia?

Atlantic Films sta lavorando a due progetti in questo momento. Un film è intitolato Kashmir. Il Kashmir è una polveriera nucleare e il film intende fornire una soluzione a questo problema. Il secondo è un film basato su VFX e animazione intitolato Once in a Blue Moon e parla di un asteoride che viene verso la Terra.

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