Canneseries: al primo festival dedicato alla serie internazionali in gara Il Cacciatore di Stefano Lodovichi e Davide Marengo, in onda dal 14 marzo su Raidue

Prodotta da Cross Productions e Beta Film in collaborazione con Rai Fiction, Il Cacciatore è l’unica serie tv italiana selezionata e in competizione a Cannes nell’ambito di Canneseries, il primo festival dedicato alla serie internazionali in programma sulla Croisette dal 7 all’11 aprile.

Il Cacciatore va in onda su Raidue da mercoledì 14 marzo in prima serata. Composta di 12 episodi da 50 minuti ciascuno, la serie è liberamente tratta dal libro Cacciatore di mafiosi di Alfonso Sabella ed è ideata da Marcello Izzo, Silvia Ebreul e Alfonso Sabella e scritta da Marcello Izzo, Silvia Ebreul, Fabio Paladini, Marzio Paoltroni e Stefano Lodovichi. La regia degli episodi dall’1 al 6 è di Stefano Lodovichi, di quelli dal 7 al 12 è di Davide Marengo.

Ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, racconta le vicende del sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo guidato da Giancarlo Caselli, che negli anni Novanta è riuscito a mandare in prigione decine di boss, fra i più temibili e crudeli di Cosa nostra, come Leoluca Bagarella, Giovanni ed Enzo Brusca, Pietro Aglieri, Nino Mangano, Vito Vitale, Mico Farinella, Cosimo Lo Nigro e Pasquale Cuntrera.

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Saverio Barone – questo il nome del magistrato nella finzione, interpretato da Francesco Montanari (nella foto) – scatena la caccia ai mafiosi nel periodo immediatamente successivo alle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. La serie racconta il suo lavoro d’indagine intuitivo, che lo porta ben presto sulle tracce di Bagarella (David Coco) e Giovanni Brusca (Edoardo Pesce), accusati di decine di delitti, tra cui l’attentato a Giovanni Falcone e il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Ma al di là del semplice racconto delle dinamiche investigative che portarono agli arresti di questi importanti boss, la fiction traccia un ritratto a tutto tondo del personaggio Sabella, un uomo capace di sacrificare tutto – famiglia, amici, affetti, la compagna Giada (Miriam Dalmazio) – non avendo la possibilità di condurre una vita normale, perché in testa aveva (e ha ancora) un solo obiettivo: la giustizia.

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