È nato Slow Music, movimento musicale che esalta la lentezza

(di Claudia D’Agnone) Di “Andamento Lento” parlava già Tullio De Piscopo in tempi non sospetti, ma la rivoluzione “slow” che è partita con Slow Food, associazione internazionale che mira a una rivalutazione del cibo, ha travolto anche il campo musicale.

Il 22 febbraio 2018 esperti del settore e appassionati di musica si sono riuniti nella Sala De Donato, l’aula più grande del Politecnico di Milano, per festeggiare la nascita di Slow Music, ambizioso movimento culturale che propone una filosofia del giusto e dell’etico attraverso programmi di educazione e formazione legati alla musica, nato per contestare un sistema mondiale di produzione e vendita che ha ormai raggiunto ritmi vertiginosi puntando solo ai grandi numeri a discapito della qualità. E anche la location, come ci spiega Augusto Sarti, professore del Politecnico, non è casuale: proprio in questo ateneo è nato, infatti, il primo e unico corso di Laurea magistrale legato alla musica che abbina le conoscenze tecnologiche alla creatività.

Il presidente e ideatore dell’associazione Claudio Trotta, noto promotore musicale, sottolinea l’importanza del progetto, i principi fondanti e le sue finalità: «È fondamentale recuperare i valori dell’etica, del rispetto, della formazione partendo dai più giovani e dal lavoro, che contrastano con la velocità assoluta del sold out ottenuto in pochi minuti». Il mondo è cambiato, dunque, ma non sempre in meglio. Per il presidente Trotta, Slow Music è un movimento di resistenza alle pressioni di un mercato che deprime la creatività musicale.

A difendere la lentezza interviene Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che oltre ad aver ispirato Slow Music ha favorito la nascita di moltissime associazioni che hanno fatto della lentezza il proprio vessillo. Petrini ha dato preziosi consigli al neonato movimento, invitandolo a essere inclusivo e a puntare sulla comunità, sulla sicurezza affettiva e non sull’intelligenza razionale.

Franco Mussida, musicista e fondatore del CPM, si sofferma, invece, sull’importanza sociale della musica, su quanto questa incida sui nostri stati d’animo e ci aiuti, spesso, a lenire dei disagi. Mussida, che già da anni si occupa di portare la musica nelle carceri italiane con il progetto CO2 assieme al dottor Luigi Pagano (coordinatore del sistema carcerario lombardo e presidente della Comitato Etico di Slow Music), auspica un lavoro in tandem tra i giovani appassionati di musica e i veterani per lavorare sulla consapevolezza degli ascoltatori e creare nuove figure professionali competenti.

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Numerosi e appassionati gli interventi, da quello dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, che ritiene il movimento un’assoluta iniezione di fiducia, all’avvocato Stefano Rosa, redattore degli atti costitutivi di Slow Music.

Il movimento si propone, inoltre, di creare un Centro di documentazione o banca dati sul fenomeno del Secondary Ticketing, per combattere il bagarinaggio.

Un progetto che crede nei sogni, nelle persone che amano la musica, che si propone con trasparenza di riportare la bellezza e la qualità nell’arte dei suoni puntando non più sulla fredda rete di internet, da utilizzare come mezzo di condivisione successivo, ma sulla rete umana e affettiva.

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Tutti i documenti di Slow Music (Statuto, Manifesto e Codice Etico) sono consultabili in rete, sul sito dell’Associazione, www.slowmusic-net.eu. Il Movimento è aperto a Soci Sostenitori pubblici e privati, Soci Ordinari (quota di iscrizione 20 euro), Soci Giovani (fino ai 21 anni) e Soci Junior (sotto i 13 anni), per i quali la quota di iscrizione è di 10 euro.

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