Matteo Raffaelli con Mareyeurs in gara al 31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz

Tra etica del consumo e politica globale, commercio massivo e consumo incontrollato, filiera produttiva africana ed Europa dei migranti, la storia del mareyeur senegalese Ibrahima è al centro di Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli in gara per l’Audience award competition al 31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz, Francia.

In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita dell’80% a causa dello sfruttamento dei mari e ogni giorno si lotta per una vita migliore, lontano dal proprio Paese. Di chi è la colpa?

Un quadro inedito della cultura africana, la sua economia e il suo relativo tessuto sociale, dell’Europa dei migranti e dell’impatto che azioni di commercio massivo e consumo incontrollato possono avere sul sistema globale e nella vita di tutti i giorni, partendo dall’esperienza di un mareyeur senegalese, per arrivare fino a noi. È questo Mareyeurs, documentario di Matteo Raffaelli, prodotto dalla Ocean Film di Francesco Congiu e comprodotto da HF4 di Marco Del Bene.

Selezionato fra oltre 1.300 proposte giunte da tutto il mondo, il documentario dell’italiano Matteo Raffaelli parte dalla storia di un giovane mareyeur senegalese, Ibrahima, per toccare temi universali, tra etica del consumo e politica globale, per offrire un quadro inedito del commercio ittico intercontinentale, legato alle migrazioni, e un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale.

Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla costante diminuzione del suo reddito, matura l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. Assieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire, impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Louis.

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Dalla lotta del singolo, alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un Paese, dall’iper consumo del pesce, al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare.

Ad accompagnare il viaggio emozionante di Mareyeurs, in un Senegal raccontato con intelligenza e perizia dal regista italiano Matteo Raffaelli, le musiche di Marco Del Bene e Roberto Procaccini e una fotografia in grado di mostrare attraverso quadri cromatici d’impatto e mai banali la bellezza di un mare e un territorio che incontrano le sfumature del cielo africano e la battaglia quotidiana per una vita dignitosa.

In gara il 23 e 25 gennaio 2018 al 31° FIPA – Festival International de Programmes Audiovisuels di Biarritz (Francia), Le Mareyeurs è il primo lungometraggio prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu.

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Qui il trailer: https://vimeo.com/232982371

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