Made in Italy, una tormentata dichiarazione d’amore

Sedici anni dopo Da zero a dieci, il suo secondo film – il primo era stato Radiofreccia – Ligabue torna dietro alla macchina da presa per la sua terza prova registica: Made in Italy. La pellicola è ispirata all’omonimo album del rocker di Correggio uscito nel 2016, un disco che, come ha detto lui stesso, «è una dichiarazione d’amore frustrata verso questo Paese, raccontata attraverso la storia di un personaggio».

Riko è il nome dell’alter ego di Ligabue, impersonato sullo schermo da Stefano Accorsi. Nato e cresciuto in una cittadina emiliana, è un uomo onesto che lavora nello stesso salumificio in cui era impiegato suo padre e vive nella casa di famiglia che riesce a mantenere a fatica. Intorno a lui, però, c’è un gruppo di amici che lo sostengono e soprattutto c’è sua moglie Sara, con la quale si è sposato quando entrambi erano molto giovani e che nonostante i frequenti dissapori non ha mai smesso di amare. Un giorno, però, le poche certezze con cui Riko è sempre riuscito a tirare avanti, crollano. Capisce così che deve cambiare in qualche modo le cose e ripartire, in una maniera o nell’altra. Sconfiggendo anche il tempo, che sente sfuggirgli di mano, inesorabile.

MADE IN ITALY

Drammatico

Regia: Luciano Ligabue.

Cast: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa