TFF35, Morto Stalin se ne fa un altro vince tre premi collaterali del Festival

La spassosissima commedia Morto Stalin se ne fa un altro, del regista scozzese Armando Iannucci – che racconta le caotiche ore successive alla morte di Stalin e le lotte di potere per designare il suo successore – dopo aver conquistato i pubblico del Torino Film Festival numero 35, si è aggiudicata tre premi collaterali. Il film verrà distribuito nelle sale a gennaio 2018 da I Wonder Pictures.

Di seguito i premi vinti dal film di Iannucci.

Premio Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts. La Giuria composta dagli allievi e dalle allieve del College di Cinema gli ha assegnato il premio Miglior sceneggiatura con la seguente motivazione: “Una scorribanda sorprendente, un flusso inarrestabile, un sarcasmo affilato e, verso la fine, un retrogusto dolente. Una rivisitazione di un pezzo di storia terribile stravolta nel comico (addirittura british) e sostenuta da una sceneggiatura classicamente compatta”.

Premio Achille Valdata

La giuria, composta da Ilaria Ciravegna, Erica Cornaglia, Nicola Grande, Monica Mastandrea, Ivana Mecca, Marco Palpacelli, Alessia Scarsella lettori di “Torino7”, assegna il premio Miglior film con la seguente motivazione: “Per aver affrontato con ironia e cinismo una drammatica pagina di storia”.

Premio Fipresci, Miglior film del TFF35.

Questi gli altri premi collaterali assegnati:

Premio Avanti

La Giuria del Premio Avanti (Agenzia Valorizzazione Autori Nuovi Tutti Italiani), formata da Giulia Esposito, Alessandro Uccelli e Andrea Zanoli, assegna il Premio Avanti 2017 a:

Al Tischkeshi oti / Don’t Forget Me di Ram Nehari (Israele, Francia, Germania, 2017), con la seguente motivazione:

“Per la capacità dell’autore e del suo cast di narrare la favola possibile tra due sognatori scombinati, costruita partendo da un’esperienza di prima mano con il disagio mentale, attraverso uno sguardo immersivo, che si astiene dal giudicare e ricorda, senza rinunciare ai toni ironici e perfino dark, il discrimine sottile che c’è tra «normalità» e «malattia»”.

Premio Gli occhiali di Gandhi

La giuria della settima edizione assegna il premio ex aequo a:

Talien di Elia Mouatamid (Italia 2017)

e a

Balon  di Pasquale Scimeca (Italia 2017)

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Con la seguente motivazione:

“Il viaggio forzato, in fuga dall’Africa, e quello volontario del ritorno in Marocco, ci restituiscono uno sguardo complementare su un tema cruciale che nessun cittadino europeo può più ignorare. Persone, affetti, storie rese con drammaticità e leggerezza laddove troppo spesso incontriamo solo numeri e stereotipi”.

Menzione speciale a:

A fabrica de nada di Pedro Pinho (Portogallo, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Per aver mostrato la difficoltà di un autentico processo democratico che diventa una reale opportunità nella ridefinizione condivisa dei valori e dei bisogni personali e sociali. Dimostrazione di un cinema che diventa strumento attivo di cambiamento”.

Ppremio Interfedi

La Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino, e composta da Carlotta Monge (Chiesa Valdese), Anna Segre (Comunità Ebraica) e Beppe Valperga (Comitato Interfedi)attribuisce la quinta edizione “Premio Interfedi – Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità”al film:

À voix haute di Stéphane De Freitas (Francia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Un atto di fede verso il potere della parola, strumento per superare contesti difficili e dare speranza per il futuro”.

Menzione d’onore a:

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Al Tischkeshi oti / Don’t Forget Me di Ram Nehari (Israele/Francia/Germania, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Sottolinea magistralmente l’incontro tra due situazioni di disagio, con un’ottima interpretazione.”

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