TFF35, sabato 25 novembre: una giornata ricca di titoli da non perdere. Su tutti l’esilarante “morte di Stalin” e le “sette sorelle” di Noomi Rapace

Tra i film presentati in concorso al TFF n° 35 c’è una vera e propria chicca, The Death of Stalin, spassosa opera dello scozzese di origine italiana Armando Iannucci che racconta, tra raffiche di battute, situazioni comiche e rivisitazioni storico-satiriche, le caotiche e affannate giornate che seguirono alla morte del dittatore sovietico. Siamo nel 1953, colpito da un’emorragia cerebrale nel suo studio, Stalin muore dopo qualche ora, ma l’annuncio ufficiale viene dato solo dopo due giorni. Prima il comitato centrale del partito, composto, tra gli altri, da Malenkov, Kruscev, Molotov e Beria, deve riunirsi e decidere sul da farsi, ma soprattutto i possibili successori devono prima scatenare gli intrighi, le epurazioni, le vendette, in una comica rincorsa al potere, che da tragedia si trasforma in farsa. La black comedy di Iannucci è l’adattamento di una graphic novel francese ed è interpretata da un super cast in cui spiccano Steve Buscemi, nei panni Nikita Kruscev, e Michael Palin dei Monty Python in quelli di Molotov.

Altra pellicola in concorso è l’Argentina Arpon di Tomás Espinoza, nella quale il preside di un liceo femminile, nel timore che nella sua scuola possano entrare oggetti pericolosi o droghe, passa al setaccio gli zaini delle studentesse. Un giorno trova nella borsa di una ragazza una siringa, che questa usa per praticare iniezioni sulle labbra delle compagne. Quando la giovane ha un incidente, viene affidata all’uomo che deve occuparsi di lei per una giornata, fino al ritorno della madre della studentessa, che lavora fuori città. Ma la situazione gli sfugge di mano e il film si trasforma in una sorta di thriller dal ritmo sospeso che indaga su abusi e responsabilità.

Proviene sempre dall’Argentina La cordillera di Santiago Mitre, uno dei titoli più interessanti di Festa Mobile. Mentre sul presidente argentino Blanco (un grande Ricardo Darín) incombe una possibile inchiesta per sottrazione di fondi statali in cui è coinvolto anche il suo ex genero, in un albergo sulle Ande è in programma un summit tra i presidenti dei Paesi dell’America Latina, durante il quale dovranno essere dettate le regole di un nuovo accordo petrolifero. Blanco, assieme al suo staff, trama con Messico e Stati Uniti per avere vantaggi nell’accordo e togliere la leadership del progetto al Brasile, ma nel frattempo è anche costretto a fare i conti con la crisi della figlia. Un avvincente thriller politico, che apre tante sottotrame quasi da sembrare il pilot  di una serie tv. Pubblico (la Ragion di Stato) e privato (le vicende personali) si mescolano, con una spolverata di soprannaturale.

All’interno della ricca rassegna di Festa Mobile c’è anche il tesissimo e spettacolare action thriller fantascientifico What Happened to Monday / Seven Sisters di Tommy Wirkola, interpretato da una strepitosa Noomi Rapace, che si fa letteralmente in sette, impersonando altrettante sorelle gemelle, e da Willem Dafoe e Glenn Close. In un prossimo futuro, la sovrappopolazione terrestre ha portato alla politica del figlio unico. L’applicazione della legge è così rigida, che chiunque la trasgredisce si vede sottrarre il proprio figlio in eccedenza, che viene sottoposto a un misterioso trattamento criogenetico. Sette gemelle sui trent’anni, grazie al geniale nonno materno, sono riuscite a scampare alla deportazione e vivono in gran segreto in un appartamento, uscendo nel mondo una alla volta, per ogni giorno della settimana, con la stessa identità. Finché un lunedì, Monday non torna a casa. Tuesday, Wedsneday, Thursday, Friday, Saturday e Sunday devono capire cosa le è successo e per farlo hanno la necessità di continuare a uscire a turno, come sempre. A loro rischio e pericolo.

Se ti piace questa notizia, resta aggiornato con CINECORRIERE direttamente su Facebook

Anche Casting del tedesco Nicolas Wackerbarth è un film di Festa Mobile. Nell’anniversario della nascita di Rainer Werner Fassbinder, la tv tedesca vuole rendergli omaggio rifacendo un suo film, Le lacrime amare di Petra von Kant. Le candidate al ruolo di Petra sono tante, ma all’esigentissima regista nessuna va a genio. L’unica costante nei vari provini è l’attore che interpreta il protagonista maschile Karl, ma fa questo solo per hobby. Alla fine sarà proprio lui a nutrire invece speranze e ad essersi innamorato del ruolo, dopo aver aver assistito dietro le quinte a crolli di illusioni e crisi isteriche delle attrice in prova e di tutti i componenti della troupe.

Infine, uno sguardo a uno dei tanti documentari di TffDoc. Diorama di Demetrio Giacomelli ci trascina nel mondo misterioso dei volontari che salvano i rospi dalla morte in strada, degli appassionati di uccelli che ne seguono le migrazioni, degli impiegati di una fabbrica che ospitano nei loro stabilimenti una famiglia di cicogne, per raccontare la convivenza, la sopravvivenza e il difficile rapporto tra gli animali selvatici e il mondo moderno. In un intersecarsi di voci di uomini e bestie, nel tentativo di delineare un’unica mente come origine della materia vivente.

Se ti piace questa notizia, resta aggiornato con CINECORRIERE direttamente su Facebook

Exit Popup for Wordpress