TFF35, domenica 26 novembre: in concorso il thriller psicologico Beast, a Festa mobile l’ultimo ritratto di Alberto Giacometti

Beast del britannico Michael Pearce è uno dei film in concorso oggi per TFF35. È la storia di Moll, una ragazza dietro la cui apparenza mite e sottomessa si nasconde un animo ribelle e inquieto. A Moll stanno strette le regole e le costrizioni della sua famiglia borghese e conformista, governata con piglio duro e affettivo da una madre opprimente. Nel giorno del suo compleanno, quindi, abbandona la festa e se ne va a ballare per tutta la notte in discoteca. Al mattino incontra Pascal, un giovane cacciatore, biondo, bello e selvatico. Moll inevitabilmente si sente attratta dal ragazzo, ma su di lui ben presto scopre che gravano ombre e sospetti da quando nella zona ci sono stati alcuni omicidi di ragazze adolescenti. Nonostante tutto, dopo vari dubbi e tira e molla, se ne va a vivere col misterioso Pascal. Ambientato sull’isola di Jersey, aspra, selvaggia e battuta dal vento, Beast è un thriller psicologico che gioca tutto intorno alle dinamiche contrastanti dell’attrazione e del sospetto.

Festa Mobile, anche nella giornata di domenica, è all’insegna della varietà. Con Final Portrait, quinta regia dell’attore Stanley Tucci,  andiamo nella Parigi degli anni ’60, all’interno dello studio dell’ormai anziano artista svizzero Alberto Giacometti. Il geniale scultore e pittore ha stabilito un rapporto speciale con lo scrittore americano James Lord, al quale ha promesso un ritratto. Ma quelle che dovevano essere un paio di sedute, si protraggono invece per settimane, in un gioco di pazienza e comprensione, tra passeggiate al cimitero, gite in macchina, intrecci sentimentali e affari con prostitute e protettori. Dal libro dello stesso Lord, il ritratto di un burbero e caotico artista magnificamente interpretato da Geoffrey Rush. Nel ruolo dello scrittore americano c’è Armie Hammer.

Flames di Zefrey Throwell, codiretto “per un lungo periodo” (come ha voluto la stessa coregista) da Josephine Decker, è la cronaca romanzata per immagini della relazione fra l’artista newyorchese e la sua ex. Per molti mesi, i due hanno filmato i momenti chiave della loro relazione e della successiva separazione. Un film a cavallo tra documentario, performance e finzione, che racconta con ironia e sincerità la forza dell’amore.

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Infine, Kings di Deniz Gamze Ergüven – la regista di Mustang, candidato per la Francia come miglior film straniero agli Oscar 2016 – ci catapulta nella Los Angeles del 1991, nei quartieri centro-meridionali della città, popolati di afroamericani, latini, coreani. Il solo bianco che vive in zona è lo scontroso Obie (Daniel Craig), ma è proprio lui ad accorrere in aiuto di Millie (Halle Berry), mamma single che si occupa anche di altri ragazzini senza casa né famiglia, nel momento in cui esplode la rivolta dei ghetti dopo il pestaggio di Rodney King da parte della polizia. Un film nervoso, urlato e un po’ confuso.

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