I capolavori grafici di Joan Miró

Il 28 settembre si è aperta la stagione autunnale della Galleria Deodato Arte di Milano con la mostra Joan Miró. Capolavori grafici. Un’accurata selezione di incisioni e litografie, appartenenti al ricco patrimonio di creazioni grafiche, cui il grande maestro catalano si rivolse costantemente durante tutto il suo percorso artistico.

Accanto ad alcune opere degli anni ’30, tra cui Daphnis et Chloé e Fraternity, i lavori esposti sono stati realizzati soprattutto nel periodo compreso fra gli anni ’50 e ’80, arco di tempo in cui Miró, dopo essersi stabilito definitivamente a Palma de Maiorca, si dedicò più assiduamente all’arte incisoria.

Affascinato dalla tecnica, dalle molteplici possibilità espressive e comunicative offerte, vedeva in questo medium la capacità di abbracciare perfettamente la sua arte, versatile, ricca di simboli e di colori accesi. L’utilizzo di strumenti inusuali come pettini, chiodi, dita e altro ancora, oltre al contatto diretto e fisico con i materiali, contribuisce a rendere ancora più personali le lastre incise, dalle quali emerge una forte connessione anche dal punto di vista emozionale. Spesso destinate a volumi e riviste pubblicate in tiratura limitata, che si tratti di incisioni calcografiche a puntasecca, acqueforti o litografie a colori, le grafiche di Miró sono fedeli testimoni del suo linguaggio e al tempo stesso creano tra immagine e testo, reinterpretato secondo la propria sensibilità, un perfetto connubio.

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Dalle litografie di matrice più astratta della serie Haï-Ku degli anni ’60 come Herbes d’été, La bouge du sanglier e Au portrait couvert de neige fino alle incisioni sulle pagine originali del libro di poesie di Jacques Prévert Adonides del 1975. Non mancano le tavole del poemetto Le lézard aux plumes d’or del 1971, uno fra gli esempi più evidenti della compenetrazione fra disegno e testo, le litografie realizzate per la serie dedicata a L’enfance d’Ubu del 1975 e il manifesto realizzato in occasione dei mondiali di calcio del 1982, un’opera d’arte colorata, fresca che andò a sostituire la vecchia classica iconografia del torero e delle corride, ottenendo uno strepitoso successo. Fino al 4 novembre.

by insideart.eu

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