Venezia 74, polizieschi, documentari e storie d’amore: ogni film è un evento

Trenta pellicole fuori concorso animano la rassegna veneziana. E anche qui non manca una nutrita pattuglia italiana. Fra eventi e proiezioni speciali, di fiction o di documentari, la 74. Mostra ospita una trentina di film fuori concorso. E anche qui le produzioni italiane sbarcano al Lido in gran numero.

Una delle pellicole più attese è Casa d’altri, il documentario di Gianni Amelio realizzato ad Amatrice a un anno di distanza dal sisma che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto 2016. Il film è stato prodotto da Rai Cinema, già impegnata nei mesi scorsi, su un progetto del Mibact e dell’Anica, in un’attività di solidarietà con la popolazione terremotata, partecipando alla programmazione della sala cinematografica “Cinema Paradiso Amatrice”.

Un altro documentario di sicuro interesse è Piazza Vittorio, diretto da Abel Ferrara. Il regista newyorkese, ormai da anni cittadino romano, racconta una giornata nel cuore della Capitale, tra la Stazione Termini e il Colosseo, dove Piazza Vittorio è diventata il centro e il simbolo di un quartiere multietnico. Un’incursione in questo microcosmo per una riflessione sull’evoluzione delle nostre società.

Anche l’opera prima di Giovanni Totaro, Happy Winter, viene presentata come evento speciale fuori concorso. Ambientata sulla spiaggia palermitana di Mondello, vuole essere uno sguardo triste, ma allo stesso tempo leggero, sulla crisi degli ultimi anni vista dalle famiglie che vi trascorrono la stagione estiva nascondendosi dietro al ricordo di uno status sociale che non è più lo stesso.

Diva! di Francesco Patierno è un altro documentario fuori concorso, tratto da Quanti sono i domani passati, libro autobiografico di Valentina Cortese. Il 2 settembre le attrici che compaiono nella pellicola, ovvero Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano, vengono premiate con gli Starlight Cinema International Award.

Nella lista dei film italiani di fiction, invece, figura L’ordine delle cose di Andrea Segre, che racconta la storia di Corrado, poliziotto di una task force specializzata nella gestione del sistema di controllo dei flussi migratori.

Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo porta sullo schermo il racconto di Franz Kafka Una relazione per un’accademia, una lezione universitaria tenuta dal signor Rotpeter, una scimmia diventata uomo, nella quale si ripercorrono le fasi della sua metamorfosi. Nei panni del personaggio protagonista, per l’occasione “napoletanizzato”, c’è una straordinaria Marina Confalone.

Altro film italiano di finzione fuori concorso, infine, è Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, storia dell’incontro fatale fra il donnaiolo Teo (Adriano Giannini) e la non vedente Emma (Valeria Golino). (nella foto)

I ritorni di John Woo con Manhunt e di Takeshi Kitano con Outrage Koda sono due tra gli eventi più attesi dal pubblico del festival. Così come Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judi Dench e il nuovo ritratto cinematografico del re del narcotraffico colombiano, Loving Pablo (Escobar, ndr) diretto da Fernando Léon de Aranoa e interpretato da Javier Bardem. Con lui nel cast e anche in Laguna la bella mogliettina Penelope Cruz.

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