Venezia 74, ­­­­“Il cinema è in crisi? Non dalle parti della SIC”

Parola del Delegato Generale del Sindacato Nazionale Critici Giona A. Nazzaro. Secondo il quale “raramente il cinema è̀ apparso più ricco di energia, possibilità, e potenzialità”.

Sezione autonoma e parallela della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (#venezia74), organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, la Settimana Internazionale della Critica, in programma come la rassegna principale dal 30 agosto al 9 settembre, è composta da una selezione di sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti in anteprima mondiale.

La selezione delle pellicole anche quest’anno è opera del Delegato Generale della SIC Giona A. Nazzaro, con il quale hanno collaborato alla scelta dei film i membri della commissione Luigi Abiusi, Alberto Anile, Beatrice Fiorentino e Massimo Tria.

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I sette lungometraggi scelti per la trentaduesima edizione della rassegna – che concorrono al Premio del pubblico Siae consistente in un assegno di 5.000 euro, al Premio Circolo del Cinema di Verona e al Premio Mario Serandrei – sono il frutto di una lunga e accurata selezione. I componenti del team del Sindacato critici hanno visionato 459 lungometraggi e 110 corti provenienti da ogni angolo del mondo.

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I film della SIC, come tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra concorrono anche all’assegnazione del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Una Giuria Internazionale composta da un massimo di cinque personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, tra i quali un produttore, assegna, senza possibilità di ex-aequo, un premio di centomila dollari, messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.

“Dopo i risultati entusiasmanti ottenuti dai film della trentunesima edizione – scrive nella presentazione della SIC 32 Giona A. Nazzaro –  titoli che hanno viaggiato in lungo e largo, raccogliendo premi e consensi, totalizzando complessivamente un centinaio di festival in poco meno di dodici mesi, la sfida principale da raccogliere e affrontare era, ovviamente, non ripetersi. La selezione della trentaduesima edizione della Settimana Internazionale della Critica si presenta come una proposta fortemente al femminile, una messa in discussione del tradizionale monopolio maschile nei confronti dei mezzi di produzione”.

Così il film d’apertura Pin Cushion è di una donna, Deborah Haywood, una favola nerissima di formazione proletaria tra Ken Loach e Angela Carter. E anche l’ipnotico Drift di Helena Wittman. Annika Berg in Team Hurricane si fionda nel piacere e nella violenza di alcune ragazzine. Sarah joue un loup garou della svizzera Katharina Wyss ci trascina nell’immaginario infinito di un’adolescente. Natalia Garagiola in Temporada de caza affronta senza timore un universo di maschi in lotta fra loro. Un’energia di cui dispone anche la Luisa Ranieri di Veleno, secondo film di Diego Olivares, evento di chiusura.

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Silvia Luzi e Luca Bellino con Il cratere mostrano lo sguardo di un padre che sogna la figlia diva neomelodica. The Gulf di Emre Yeksan reinventa il paesaggio politico della Turchia odierna. Les garçons sauvages, infine, di Bertrand Mandico, evoca il sogno di un manipolo di capitani coraggiosi fra Genet e Kipling.

“Il cinema è in crisi? – conclude Nazzaro – Non dalle parti della SIC”.

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