Talenti italiani a Cannes “diversamente” giovani (sfoglia gratis la rivista)

Fortunatamente nel cinema internazionale l’equazione giovani uguale “bamboccioni” non esiste. Il talento, che provenga da trentenni, da “giovani” quarantenni o ultracinquantenni, è valutato per quello che è, talento e basta. Così il 70° Festival di Cannes, pur non annoverando anche quest’anno nessun nostro film nella competizione principale, ne ha selezionati ben cinque, distribuiti nelle sezioni parallele,firmati da registi per così dire “diversamente” giovani.
Pur scrivendo da tempo per il cinema, i quasi cinquantenni Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, per esempio, presenti alla Semaine de la Critique con Sicilian Ghost Story,sono solo al loro secondo lungometraggio. Con il primo, Salvo, proprio sulla Croisette nel 2013 avevano vinto entrambi i premi della Semaine.
Cinematograficamente, però, sono considerati ancora giovani, perché dalle nostre parti la gavetta è lunga e faticosa.
Ne sa qualcosa Leonardo Di Costanzo che ha iniziato a lavorare nel cinema alla fine degli anni ‘80 e che solo nel 2012 ha realizzato la sua opera prima, L’intervallo.
Quest’anno è a Cannes con l’opera seconda, L’intrusa.
Sono opere prime, invece quelle di Roberto De Paolis, Cuori puri, e Annarita ZambranoDopo la guerra, anche loro entrambi non più ragazzini, presentate rispettivamente alla Quinzaine e in Un Certain Regard. In quest’ultima sezione c’è l’unico veterano del quintetto, Sergio Castellitto con Fortunata.
La madrina del Festival quest’anno è Monica Bellucci, attrice che con i suo ultimo film, On the Milky Road, ha fornito un’interpretazione intensa accanto a Emir Kusturica, dimostrando di essere brava oltre che bella.
Mi fa piacere, infine, dedicare uno spazio di questo numero della rivista al teatro e al cinema nelle e sulle carceri, avendo personalmente visitato in diverse occasioni le nostre prigioni con gli spettacoli della trasmissione radiofonica Demo. Un mondo che ci raccontano i film Socialmente pericolosi, Il permesso e soprattutto lo spettacolo In viaggio con Amleta della compagnia Le donne del muro alto.
Renato Marengo

 

 

 

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