La Rubia canta la Negra: nel suo nuovo album uscito il 19 maggio Ginevra Di Marco omaggia Mercedes Sosa

Al di fuori e al di là dei circuiti tradizionali c’è un fermento musicale che ribolle di emozioni e creatività. Un nome che rientra in questo panorama e di stretta attualità visto che proprio in questi giorni pubblica il suo nuovo album, La Rubia canta la Negra, è quello di Ginevra Di Marco.

Già voce femminile dei C.S.I. e dei PGR e due volte vincitrice della Targa Tenco, la cantante fiorentina con questa sua nuova produzione – uscita il 19 maggio scorso su etichetta Funambolo/Luce Appare e realizzata attraverso una campagna crowdfunding sulla piattaforma Becrowdy.comomaggia la cantora latinoamericana Mercedes Sosa, la più grande delle voci dell’America Latina, simbolo della lotta per la libertà del popolo argentino negli anni della dittatura.

«Non ho mai sentito una voce più bella di quella di Mercedes», ha detto Ginevra, «è stata la voce che mi ha fatto riconsiderare il significato del termine “cantare”; una voce colma di sonorità, un tesoro che spalanca l’anima». E nelle tredici tracce del disco questo tesoro brilla di nuova luce proprio grazie alla “Rubia” (la Bionda) Ginevra e alla sua splendida voce che interpreta con passione i brani di cui si compone l’album. Sia quelli scritti da alcuni dei più importanti poeti e cantautori sudamericani per l’artista argentina come Alfonsina y el mar, Razon de vivir e Todo cambia, cantata in italiano su adattamento di Teresa De Sio, sia quelli inediti (Fuoco a mare, Sulla corda e Saintes Maries de la mer) che restituiscono in maniera originale – con il contributo fondamentale dei compagni di sempre di Ginevra, Francesco Magnelli (pianoforte e magnellophoni) e Andrea Salvadori (chitarre, mandolino ed elettronica) – le atmosfere struggenti della poesia sonora della “Negra”.

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Questi nel dettaglio i tredici brani che compongono La Rubia canta la Negra.

Il malinconico Fuoco a mare è l’inedito che apre il disco, chitarra e voce su testo dello scrittore fiorentino Marco Vichi. Il tango Sulla corda, altro inedito, racconta per immagini la vita di un funambolo. Saintes Maries de la Mer, il terzo inedito, è una canzone dedicata alla festa gitana di Santa Sara, protettrice di tutti gli zingari del mondo, che si svolge nella calda cittadina della Camargue, nel Sud della Francia, affacciata sul Mediterraneo. I tre inediti sono tutti cantati in italiano.

Gli altri dieci brani sono stati scelti fra i più belli del repertorio di Mercedes Sosa. Sono canzoni piene di emozione e sofferenza, canti di lavoro e d’amore, e brani ballabili. Canzoni che parlano di terra e tradizioni, solitudini e perdite, silenzi e mancanze. Come il cavallo di battaglia di Mercedes Luna tucumana, inno alla nostalgia e all’esilio; o Razon de vivir, pieno di pathos. Tra le più note anche, Alfonsina y el mar, dedicata alla poetessa Alfonsina Storni morta suicida in mare.

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Todo Cambia, canzone feticcio di Mercedes, è un commovente inno al cambiamento. Cantata in italiano su adattamento di Teresa De Sio, è stata registrata come viene suonata dal vivo, con i suoni del coro mixati con quelli del pubblico. Te recuerdo Amanda è una canzone d’amore scritta da Victor Jara, il più celebre martire della dittatura cilena. La milonga El violín de Becho è riarrangiata diversamente dall’originale: la batteria ossessiva si combina con basso, synth, piano elettrico, chitarra e fisarmonica in un continuo gioco di contrasto fra ricerca sonora e suono tradizionale. Il canto di lavoro dei raccoglitori di cotone El cosechero, canzone da ballo dal ritmo serrato, esalta la presenza dei Forrò Miòr: zabumba, fisarmonica, batteria, guitalele crunch, chitarra, triangolo, organo e basso contribuiscono a creare un’atmosfera da canzone con aria da strada, tutta da ballare. In Juancito caminador, sospeso fra tango e Kurt Weill, la sezione di ottoni è in evidenza. L’arrangiamento più solare di tutto l’album è quello di Volver a los diecisiete, un’invocazione alla purezza adolescenziale di Violeta Parra, gigantesca figura di artista a tutto tondo morta suicida per amore.

Chiude il disco Solo le pido a dios, una ballata potentissima suonata in studio in presa diretta da tutti i musicisti.

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