Cannes 70, l’icona Claudia Cardinale: «Mastroianni e Delon? Bellissimi, ma gli ho detto di no»

Ancora richiestissima dal cinema e dalla tv, la Cardinale si racconta tra passato e presente e confessa: «Girare con Visconti e Fellini mi ha cambiato la vita».

La sua bellezza ha sedotto celebri divi e la sua fama ha oltrepassato i confini del nostro Paese. Non è difficile capire il perché quando ci si trova faccia a faccia con Claudia Cardinale, l’attrice che contende alle colleghe Sophia Loren e Gina Lollobrigida la palma di diva italiana più celebrata nel mondo. Questo mito vivente, 79 anni da poco compiuti e splendidamente portati, è ancora molto richiesta dal piccolo e dal grande schermo. L’abbiamo  incontrata nella Capitale per la presentazione di Una gita a Roma, opera prima di Karin Proia: «Interpreto Marguerite – racconta Claudia – una signora eccentrica nella quale i due ragazzini protagonisti  della vicenda s’imbattono durante una passeggiata. È un po’ pazza, come me».

Signora Cardinale, dopo questa pellicola dove la vedremo?

Nel film di prossima uscita Nobili bugie, dove sono un’aristocratica decaduta. Poi andrò in Grecia sul set cinematografico diretto dall’attrice Emma Thompson. Infine sarò la zia del rubacuori Valentino in Rudy Valentino – Divo dei divi diretto da Nico Cirasola.

Ora, però, è al Festival di Cannes che le ha reso omaggio mettendo una sua foto nel manifesto  di questa edizione.

Che bella soddisfazione, hanno ripescato una vecchia foto in cui ballavo sui tetti di Roma, pensate che avevo appena ventun’anni.

E hanno ritoccato l’immagine snellendo le sue forme, la cosa non le ha dato fastidio?

E perché mai? Al contrario, sono onorata e orgogliosa di aver concesso la mia immagine per questa  importante rassegna cinematografica internazionale.

La sua bellezza ha fatto colpo su divi come Alain Delon e Marcello Mastroianni, conferma?

Confermo, erano entrambi molto seducenti, ma io non ci sono mai cascata (ride, ndr). E non mi sono nemmeno mai considerata bellissima. Non ero io, in famiglia quella che doveva fare cinema, ma mia sorella. Invece lei è andata a vivere in Polinesia e io ho viaggiato tra i set più prestigiosi. Alla fine mi è andata bene, ma non l’ho deciso io. In arabo (Cardinale è di origine tunisina, ndr) si usa l’espressione “machtub”, tradotto “così era scritto”. Quindi è tutta colpa del destino…

A quale dei film in cui ha recitato è più legata?

Forse quelli che mi hanno cambiato la vita sono stati 8 1/2 e Il Gattopardo, diretti rispettivamente dagli indimenticabili Federico Fellini e Luchino Visconti. È stata una fase irripetibile del mio percorso professionale.

Che ricordo conserva dei due grandi cineasti?

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Due professionisti incredibili, è stata una fortuna lavorare con loro. Luchino ci dirigeva come se fossimo in teatro, con grande cura dei dettagli, Federico tendeva di più a improvvisare, quasi senza copione.

Lei vive da anni a Parigi, come mai ha lasciato l’Italia?

Perché non sopportavo i paparazzi, si appostavano sempre sotto casa mia, in Francia non è così.

Come vive la paura del terrorismo che attanaglia la Ville Lumière?

Cerco di non pensarci, non voglio che la follia di un pugno di esaltati debba condizionare la mia vita e quella dei parigini.

Ci parli del suo ruolo di ambasciatrice Unesco per le donne.

È il minimo che potessi fare nella mia posizione, vorrei che tutte le donne fossero libere di esprimersi e che finisse questo incubo del femminicidio.

Che ragazzina era Claudia Cardinale?

Un maschiaccio. Quando ero piccola facevo a pugni come i maschi, dicevo che le femmine erano più forti, una vera selvaggia.

Quale è, secondo lei, il bello del mestiere di attrice?

La possibilità di essere puttana, santa, principessa, moglie, madre  tutto, ma solo per finta.

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Non ha mai ceduto alla tentazione di ritoccarsi, come mai?

Che senso avrebbe? Bisogna accettare il tempo che passa. E poi, tra botox e lifting, c’è il rischio che quando ti guardi allo specchio non ti riconosci più.

Ci confessi un suo vizio.

Purtroppo ho quello del fumo, me lo ha fatto prendere Visconti nel 1965 quando giravamo Vaghe stelle dell’Orsa, però fumo sigarette senza nicotina! In fondo è perdonabile, no?

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