Far East Film Festival 2017: vince il Giappone con Close-Knit della regista Ogigami Naoko

Seguito da oltre sessantamila persone provenienti da quaranta Paesi, il Far East Film Festival – giunto alla diciannovesima edizione, che si è svolta a Udine dal 21 al 29 aprile – ha chiuso i battenti registrando l’ennesimo grande successo di pubblico, critica e contenuti.

Ha vinto il film Close-Knit (nelle foto, una scena) della regista giapponese Ogigami Naoko. Al secondo posto e terzo posto si classifica, invece, due pellicole coreane: Split, di Choi Kook-hee; e Canola, di Chang.

Gli spettatori del Far East Film Festival, che dall’aprile 1999 sono l’unico giudice dei titoli in competizione (71, quest’anno, sugli 83 dell’enorme programma), hanno incoronato il dolcissimo e surreale Close-Knit di Ogigami Naoko, la regista del piccolo (amatissimo) cult Rent-a-neko. Il Giappone è dunque, a furor di popolo, il Gelso d’Oro 2017.

Sul secondo e terzo gradino del podio si è invece classificata la Corea del Sud, con il dramma sportivo Split di Choi Kook-hee  e il toccante melodramma Canola di Chang. Se Close-Knit si è aggiudicato anche il “voto di qualità” degli accreditati Black Dragon, i web-giurati di MYmovies hanno invece scelto Mad World di Wong Chung, complice la memorabile interpretazione del mito hongkonghese Eric Tsang (Gelso d’Oro alla Carriera 2017, ricordiamo, assieme a Feng Xiaogagang).

Dopo nove giorni di proiezioni, talk, meeting e panel, senza ovviamente dimenticare le coloratissime incursioni nel centro cittadino, è dunque tempo di bilancio per il diciannovesimo capitolo. Un’edizione che, pur essendo la più grande di sempre, non ha certo rinunciato al suo inconfondibile pop style, sia nell’ormai celebre atmosfera informale, sia negli allestimenti delle varie asian zone di Udine (il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, il Visionario e il cuore della città, punteggiato ancora una volta dai cento appuntamenti di Far East Events).

Se ti piace questa notizia, resta aggiornato con CINECORRIERE direttamente su Facebook

Nove giorni che il pubblico ha incessantemente condiviso con attori, attrici, divi, dive, registi, “addetti ai lavori” di tutti i tipi, ma anche con i dieci giovani talenti del FEFF Campus, la scuola di giornalismo guidata da Mathew Scott, con i produttori del workshop internazionale Ties That Bind (nona sessione italiana) e con i key-player che hanno raggiunto il FEFF da tutto il mondo per la seconda edizione di Focus Asia.

I dieci giovani giornalisti – asiatici ed europei – selezionati per la terza edizione del FEFF Campus, il progetto formativo curato dal giornalista australiano Mathew Scott – un programma che ruota attorno al doppio concetto di “educazione” e “ispirazione”, tra seminari e workshop, concentrandosi sull’arte della scrittura in ambito culturale e cinematografico – erano: David Pountain (Regno Unito), Maja Korbecka (Polonia), Polina Zelmanova (Cipro), Barbara Sorger (Austria), Francesco Franz (Italia), Natalie Ngai Tsz-lam (Hong Kong/Cina), Paige Lim (Singapore), Yuan Yingzi (Cina), Megumi Arita (Giappone), Joshua Lim (Malesia).

Così ha commentato la nuova esperienza il coordinatore Mathew Scott, firma storica della stampa internazionale: «Siamo, ancora una volta, davvero orgogliosi per il numero e per l’alto profilo delle candidature che ci sono pervenute. Questi ragazzi dimostrano vero amore per il cinema asiatico e, ovviamente, per il Festival. Il FEFF Campus si è rivelato un’esperienza interculturale preziosa per la futura carriera di questi giovani giornalisti. Preziosa e, non dimentichiamolo, anche molto divertente».

I ragazzi del Campus 2017 saranno gli ambasciatori del FEFF e del Friuli Venezia Giulia nel mondo, come già i ragazzi della altre edizioni (nove under 25 che hanno poi attivato preziose collaborazioni con varie testate, fra cui Variety, Financial Times, Time Magazine e La Gazzetta dello Sport).

Se ti piace questa notizia, resta aggiornato con CINECORRIERE direttamente su Facebook

Questi i numeri complessivi della manifestazione: sessantamila presenze, 140 ospiti asiatici, 1.200 accreditati (giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, “addetti ai lavori”, gente che ama il cinema, non solo quello d’Oriente), 120 mila euro d’incasso. Le provenienze hanno coperto, in totale, più di 40 nazioni (contando anche i professionisti di Focus Asia, il nuovo mercato di genere del Far East Film Festival), tra cui, Austria, Spagna, Germania, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti, Ungheria, Slovacchia, Svizzera, Croazia, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Corea del Sud, Belgio, Norvegia, Romania. Slovenia (in particolare, studenti e docenti dell’università di Lubiana) e Brasile.

«Il FEFF è così emozionante – hanno commentato Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, Presidente e Festival coordinator – perché non c’è soluzione di continuità fra gli organizzatori, gli ospiti e il pubblico. Sia locale, sia internazionale. Tutti impegnati a far sentire a proprio agio chi gli è vicino. Un grande momento di civiltà». Non resta che darsi appuntamento a Udine, per l’edizione del ventennale, dal 20 al 28 aprile 2018.

Exit Popup for Wordpress

Seguici sui nostri social!

Se vuoi essere sempre aggiornato puoi seguire Cinecorriere anche nei nostri social, fai click sul tuo social preferito!