Donella Del Monaco ci parla del suo spazio culturale che domenica 5 febbraio ospita il film di Moscati 1.200 km di bellezza

A Treviso, da circa un anno, esiste un posto dove è possibile immergersi per qualche ora nel mondo dell’arte, della musica, della bellezza. Questo luogo speciale si chiama Chez Donella ed è uno spazio culturale inaugurato circa un anno fa dalla cantante Donella Del Monaco. Esponente di spicco dell’avanguardia musicale e del rock progressivo italiano, in particolare con il gruppo da lei fondato nel 1974, gli Opus Avantra, oggi Donella Del Monaco affianca all’attività artistica l’organizzazione di eventi culturali.

Domenica 5 febbraio, ad esempio, nel suo Chez Donella, c’è un incontro da non perdere. Italo Moscati presenta il suo film-documentario intitolato 1.200 km di bellezza. All’evento partecipa anche l’onorevole Serena Pellegrino, per parlare della sua proposta di legge relativa alla tutela della Bellezza italiana. La serata, che prende il via intorno alle 17.00, è introdotta dalla stessa Donella Del Monaco, dal direttore di Cinecorriere Renato Marengo e dal direttore del Conservatorio di Vicenza Paolo Troncon.

Donella Del Monaco, da dove viene la scelta di presentare a Chez Donella il film-documentario di Moscati?

Ho conosciuto Moscati a Venezia e mi è piaciuto molto questo progetto fatto con film e materiali dell’Istituto Luce. La cosa interessante della pellicola è che mostra un’Italia dimenticata, quella degli anni Trenta, Quaranta, Cinquanta, dove si vedono bellezze, luoghi che abbiamo e che diamo per scontati. In alcuni i casi i paesaggi sono stati deturpati. A questo film abbiniamo l’intervento dell’onorevole Serena Pellegrino, colei che un anno fa ha fatto una proposta ufficiale in Parlamento per il riconoscimento della bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale e per questo da inserirsi nel primo articolo della Costituzione.

In effetti, si tratta di una risorsa su cui sarebbe opportuno puntare.

La bellezza è un valore. Basti pensare solamente all’impatto turistico. Che comporta anche un ritorno economico.

Prossimi eventi allo Chez Donella, magari collegati alla Mostra di Venezia?

Potrebbe esserci qualcosa perché con l’occasione abbiamo invitato molti registi e strutture legate al cinema. Anche a Treviso abbiamo diversi festival cinematografici.

C’è il Ciak Junior del Gruppo Alcuni…

Esatto, ma anche il Soleluna doc, rassegna di documentari, poi l’Asolo Art Film Festival e a Venezia ci sono anche un paio di società di produzione cinematografica.

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Ma ci parli di Chez Donella

L’ho lanciato da un anno con la duplice funzione di salotto e di laboratorio culturale. Lo spazio si trova all’interno della mia sala di registrazione. Sono circa cento metri quadri, che possono ospitare una settantina di posti a sedere, d’inverno, ma aprendo tutto, in primavera ed estate, si utilizza anche una parte del giardino e si arriva a cento posti.

L’estate scorsa, se non ricordo male, ha ospitato lì la Nuova Compagnia di Canto Popolare?

In quel caso abbiamo superato le cento persone.

Lo spazio non solo è polivalente ma anche molto bello, non è vero?

La sala in realtà è la dépendance della villa in cui abito. C’è un grande parco e in fondo, nascosta dagli alberi, c’è questa barchessa (edificio rurale di servizio, tipico dell’architettura della villa veneta, ndr), che ora è diventata lo Chez Donella. Funziona così: gli incontri culturali sono gratuiti e il pubblico che viene è mio ospite. Io metto l’informazione nella mia pagina facebook e le persone che vogliono venire mi scrivono e chiedono il permesso. Anche perché, dopo un certo numero, devo dire “adesso basta, siamo al completo”. Tutti gli eventi vengono registrati, essendo una sala di registrazione. C’è l’amplificazione, il pianoforte e tutto.

Ma come mai ha deciso di aprire questo spazio?

È stata sempre il sogno della mia vita l’idea di avere uno spazio dedicato alla cultura. Negli incontri, gli artisti parlano di sé in modo colloquiale, dialogano col pubblico. Non necessariamente devono fare un concerto intero, ma se vogliono eseguono qualche brano. Gli incontri durano un’ora, un’ora e trenta, poi, finito tutto si entra nella mia casa, in salotto e si fa una bicchierata, un aperitivo o un dopocena, se è di sera, un brindisi con prosecco e dolcini.

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Un’atmosfera molto piacevole, mi sembra di capire.

L’anno scorso qui si è incontrato il mondo del Prog. Per esempio sono venuti gli Osanna e Jenny Sorrenti. Sono venuti alcuni delle Orme e altri gruppi. Insomma si fanno begli incontri.

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