Berlino 67: apertura con Django, film sul chitarrista jazz belga di origine sinti in fuga dal nazismo

Non è il Django di Franco Nero – Sergio Corbucci, né quello di Jamie Foxx – Quentin Tarantino, il Django che ha aperto la 67. edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino racconta la storia di Jean Reinhardt, chitarrista jazz belga di origine sinti, da tutti conosciuto con il soprannome di Django.

Il film di Etienne Comar, produttore cinematografico all’esordio dietro la macchina da presa, è ambientato durante la Seconda guerra mondiale e racconta la fuga attraverso l’Europa del musicista che cerca di sfuggire alla repressione nazista. Rifiutatosi di esibirsi per lo stato maggiore del Terzo Reich, che alla sua gente non ha risparmiato rastrellamenti, persecuzioni e morte, il jazzista decide di rifugiarsi in Svizzera con tutta la famiglia. Con tutte le difficoltà dell’epoca, con un’Europa occupata e in ginocchio.

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Nei panni di Django Reinhardt c’è Reda Kateb, attore francese di origine berbera già visto ne Il profeta, Tutto sua madre e soprattutto come protagonista dell’inedito La resistance de l’air, interessante dramma noir passato alla Festa mobile del 33° Torino Film Festival. Nel cast anche Cécile De France e  la cantante folk ungherese Palya Bea.

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