Berlino 67, italiani pochi… ma buoni

Fuori dalla competizione, il cinema nostrano schiera comunque un’importante pattuglia di rappresentanti. Da Milena Canonero, Orso d’oro alla carriera, alla shooting star Alessandro Borghi, fino a Luca Guadagnino e al suo film Chiamami col tuo nome (nella foto).

Non presenta nessun film in concorso, ma la pattuglia italiana al 67° Festival di  Berlino è comunque di livello. In prima linea c’è Luca Guadagnino, uno dei registi nostrani di maggior spessore internazionale. Il suo Chiamami col tuo nome, racconto di formazione alla maniera dei grandi cineasti italiani degli anni ‘60, è proposto nella sezione Panorama, spazio che annovera le novità delle produzioni indipendenti e che corre quindi per il solo premio del pubblico. Già passato con successo al Sundance, il film è stato scritto da Guadagnino con James Ivory, che ne è anche il produttore, ed è un adattamento del romanzo omonimo di André Aciman. Racconta l’amore tra i giovani Oliver ed Elio, interpretati rispettivamente da Armie Hammer e Timothée Chalamet.

Un Orso d’oro all’Italia in realtà è già stato assegnato anche quest’anno. Parliamo di quello alla carriera per Milena Canonero, la costumista nata a Torino nel 1946, che in bacheca ha già quattro premi Oscar.

Un altro italiano celebrato in questi giorni nella capitale tedesca è Alessandro Borghi, che ha appena finito di girare Fortunata, il nuovo film di Sergio Castellitto. Qui interviene in veste di Shooting star, ovvero di giovane attore emergente, chiamato a incontrare a Berlino registi e produttori europei per future collaborazioni.

Chi a Berlino ci è invece arrivato passando per Venezia è il senegalese Alain Gomis, di cui abbiamo accennato anche nella pagine dedicate al concorso. Con Felicité, il giovane regista africano figura infatti in competizione. Il suo è uno dei quattro film che hanno partecipato ai workshop di Final Cut in Venice poi selezionati per il Festival di Berlino 2017.

Infine, anche l’Alto Adige è al Festival con un film in concorso nella sezione Generation Kplus,  che ospita solitamente opere legate al mondo dei ragazzi. Amelie Rennt è prodotto dalla casa di produzione italiana Helios sustainable films di Bolzano in coproduzione con la tedesca Lieblingsfilm e sostenuto da IDM – Film Commission dell’Alto Adige. È stato girato tra l’Alpe di Siusi e la Valle Aurina.

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