Una mostra contro la violenza sulle donne allo Spazio Cima

MAI +++ è un progetto che si inserisce a pieno titolo nella programmazione della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne presentato venerdì 25 novembre a Spazio Cima. L’evento, fortemente voluto dalla direttrice dello spazio Roberta Cima, gode anche del patrocinio del Comune di Roma.

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Le responsabili dell’Associazione Differenza Donna e di Ad Spem, Associazione Donatori Sangue Problemi Ematologici, s’incontrano per raccontare la violenza sulle donne, anche con una performance speciale, Non casca mica il mondo, di Silvia Mattioli, Eda Özbakay e Index, per far rivivere l’inquietudine di chi ha sperimentato l’orrore.

Tra le opere esposte per l’occasione, anche quella dell’artista Giusy Lauriola con la sua opera dedicata all’evento, Via da quelle sponde. Roberto Di Costanzo, invece, propone Amore fragile. A Roma sono due gli sportelli rosa, gestiti dall’Associazione Differenza Donna: 150 i casi denunciati ogni anno nella Capitale, quasi un caso ogni due giorni. Le donne che accedono al Pronto Soccorso dichiarano principalmente di essere vittime di violenza domestica e di stupro. Sono spesso accompagnate dai loro figli, anche loro altrettanto vittime. La denuncia non avviene mai al primo episodio, ma dopo reiterati casi di violenza, fisica e psicologica. Queste stime danno l’idea di un fenomeno di grande impatto sociale, su cui è doveroso continuare un’approfondita opera di sensibilizzazione.

«Le donne hanno paura di denunciare questi episodi perché non sanno cosa si possono aspettare e cosa la società offre loro – spiega Micaela Cacciapuoti, referente del Codice Rosa presso il Policlinico Umberto I – le donne si rivolgono in prima battuta proprio nelle strutture di Pronto Soccorso, solo successivamente raggiungono Commissariati e Stazioni di Carabinieri. Grazie all’intervento mirato degli specialisti le protagoniste di questi episodi possono capire come agire e come reagire. Alla base della loro paura c’è la consapevolezza errata di essere responsabili della violenza, e si sentono spesso anche in colpa. L’obiettivo è scardinare questo pensiero. Perché non è la donna responsabile, ma l’uomo che sceglie di essere violento, per un fatto prevalentemente culturale».

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Non casca mica il mondo è una riflessione sulla violenza, in particolare su quella subita dalle donne. L’artista spinge lo spettatore in un terreno poco rassicurante, dove non ci sono punti di riferimento per cosi dire ufficiali. Lo spettatore dovrà sentirsi disarmato e nello stesso tempo libero per affrontare il racconto della violenza, non rimuoverla ma metaforicamente subirla. Solo così, nello scuotimento emotivo e sensoriale, può esserci liberazione. Non casca mica il mondo è proprio quel quotidiano a cui siamo abituati, ormai quasi narcotizzati, sminuendo la violenza fino a negarla o addirittura a restarne indifferenti . Le vittime e i carnefici necessitano di una narrazione affinché escano entrambi allo scoperto. È nel torbido, nell’oscuro disagio che la negazione trova il nascondiglio per germinare l’indifferenza. La catarsi è nella confessione, nel racconto stesso della violenza. Con la collaborazione degli Index, direttamente da Londra, con la musica e il video Crash Course.

LE ARTISTE

Silvia Mattioli, artista visiva, videomaker, regista, autrice teatrale. Si dedica all’esplorazione del Video e della mise en space teatrali performative. Ha lavorato per molto tempo per le televisioni nazionali, La7, Rai, Mediaset. Tra le altre cose è stata assistente del cineasta portoghese Joao César Monteiro nel suo periodo a Lisbona. In teatro progetta e realizza video-Installazioni per numerosi spettacoli e collabora con l’artista romano Renato Mambor nella realizzazione di quadri scenici, mise en space e installazioni visive.

Eda Özbakay è un’attrice performer turco-tedesca. Danzatrice e musicista, linguista, è esperta di letteratura inglese, turca e spagnola. Appassionata della cultura italiana, vive da 15 anni a Roma, lavorando anche come traduttrice per diverse case editrici.

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Gli Index sono Greg Hooper e Matthew Hughes. Nel loro progetto multimediale utilizzano una varietà di mezzi nel tentativo di esplorare, insieme allo spettatore, aspetti complessi e spesso inconfessabili della condizione umana. Debuttano per la prima volta in un progetto italiano, collaborando nella performance dell’artista romana Silvia Mattioli (Silviu-Ska), con la musica e il video Crash Course.

By INSIDEART

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