Cronaca di una passione, la denuncia su grande schermo di una tragedia dei nostri tempi

Dal regista di Maternity Blues, la drammatica storia di una coppia di coniugi vittima della crisi economica. Un film d’impegno civile in tour in tutta Italia dal prossimo 7 novembre.

Con il suo secondo film, Maternity Blues, successivo di cinque anni al suo esordio con Il rabdomante (2006), Fabrizio Cattani ha raccontato la depressione post partum, sindrome che colpisce molte donne dopo la fine della gravidanza e la nascita di un figlio e può assumere anche forme di violenza estrema.

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Oggi, a distanza di altri cinque anni, il regista di Colonnata ci porta dentro a un’altra problematica, questa volta a sfondo sociale. Con Cronaca di una passione traduce infatti in immagini le tragiche conseguenze della crisi attraverso la storia dei coniugi Giovanni e Anna, sessantenni che per una vita hanno gestito con passione una trattoria nella cittadina di provincia in cui vivono. Ora, però, la grave difficoltà economica in cui versa tutto il Paese, li ha portati ad accumulare debiti con lo Stato e a causa di una cartella esattoriale che non sanno come saldare, finiscono in mezzo a una strada. Per Giovanni e Anna inizia un calvario che li porta alla perdita di tutto. Finiti in una casa famiglia, sono costretti a vivere in camere separate in condizioni di degrado. Abbandonati al loro destino e ignorati dalla società, i due, con la morte nel cuore, tentano di ricominciare a vivere. Fino a quando la posta in gioco non sarà la loro dignità. È allora che Giovanni e Anna pensano a una soluzione estrema…

Ispirandosi a veri fatti di cronaca, Cattani entra nel vivo di un dramma quanto mai attuale: la tragedia di chi perde tutto strozzato dallo Stato sordo e indifferente, ormai privo di ogni senso di umanità.

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Il film sarà in tour in tutta Italia, a partire dal 7 novembre in Veneto, la regione più toccata dai suicidi per la crisi economica.

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